Il pensiero (esile) del Ministro Gelmini

20 Settembre, 2009

imagesL’anno scolastico, come previsto, è iniziato nel segno delle contestazioni al ministro Gelmini. Docenti precari e personale ATA stanno manifestando in tutto il paese per denunciare la terribile situazione in cui versa il nostro sistema formativo: migliaia di licenziamenti, altrettanti mancati rinnovi contrattuali, tagli per centinaia di milioni di euro alla scuola e all’università pubbliche. In tutto questo, come si comporta il ministro? Oltre a insultare la grammatica italiana, si permette di infangare la dignità e i diritti dei docenti che manifestano, in nome di una supposta impossibilità di “fare politica” a scuola: “Vogliono parlare di politica? Si dimettano e si facciano eleggere in Parlamento!”. Questo è l’esile pensiero del ministro. Purtroppo, forse il ministro non sa che in ogni democrazia, ogni cittadino ha diritto ad esprimere il proprio dissenso, nell’esercizio dei sacrosanti diritti sanciti dalla Costituzione. Sarebbe assurdo ritenere – come fa la Gelmini – che solo chi è stato eletto in Parlamento può avere il diritto di parola. Si ripropone la stessa strategia adottata da Brunetta per delegittimare i lavoratori della pubblica amministrazione: insultare.

Noi non accettiamo gli insulti dei ministri di questo governo, che in poco più di un anno è riuscito nell’arduo intento di demolire dalle fondamenta ciò che di più importante c’è per uno Stato: l’istruzione e la ricerca, senza le quali nessun futuro può essere garantito.

È per questo che desidero esprimere tutto il mio sostegno e la mia vicinanza ai precari in lotta per riottenere il proprio lavoro, per cui hanno passato un’intera vita di studi e sacrifici, nel nome del futuro del paese. 


Fine ricerca

27 Febbraio, 2009

imagesNonostante le parole e le sollecitazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – che pochi giorni fa in occasione della cerimonia conclusiva del settimo centenario di fondazione dell’ateneo di Perugia, dall’aula magna dell’Università ha invitato il governo a rivedere i tagli all’università e alla ricerca – non sembrano pervenire cenni di alcun genere da parte dell’esecutivo. Per questo il Partito Democratico ha chiesto ai ministri Gelmini e Tremonti di riferire sugli effetti economici e finanziari dell’azione del governo sul sistema universitario e sulla ricerca. Dopo il monito del Presidente, la Gelmini ha balbettato risposte vaghe sull’università e la ricerca italiana, accreditando come sui risultati che derivano dall’azione del Governo Prodi (4.000 nuovi ricercatori, risorse alle università meritevoli, riduzione dei corsi di laurea e norme per bloccare proliferazione sedi distaccate). E tutto questo senza fornire alcun dato sugli effetti della politica dei tagli che porterà al collasso molti atenei tra il 2010 ed il 2011. Anche per il sistema universitario toscano se non cambiano le cifre nei piani finanziari del Governo assisteremo a un tracollo nel 2010 e 2011come, giustamente, ha anche ribadito il presidente Claudio Martini. Sembra del tutto evidente che l’esecutivo non e’ in grado di valutare gli effetti delle proprie scelte di politica economica sul sistema universitario e della ricerca, un sistema che in tempo di crisi dovrebbe essere protetto ed alimentato come un settore di interesse strategico.


hanno approvato un ennesimo decreto…..questa volta riguarda l’Università

2 Dicembre, 2008

imagesVenerdì scorso la maggioranza ha votato il decreto sul diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca. L’errore più grave di questo decreto, oltre alla conferma del pesantissimo taglio di un miliardo e mezzo di euro previsto nella legge n. 133, sta nel fatto di non intervenire sui nodi strutturali dell’Università italiana. Come ha avuto modo di dire il Sen. Ceruti  le grandi modificazioni di questi anni della società e il grande bisogno di saperi, di conoscenza, di formazione, lo stesso aumento delle immatricolazioni, registrato negli ultimi dieci anni, che segna sicuramente una democratizzazione della cultura e dell’accesso all’alta cultura, impongono una riflessione strutturale sul nostro sistema universitario, sulla domanda e sulla offerta di formazione. Abbiamo, perciò, bisogno di un progetto di riforma radicale e sostanziale. Peccato che questo decreto non risponda assolutamente a questo bisogno, anzi rischi di produrre effetti contrari, poiché la manovra economica che il governo opera sul nostro sistema di formazione universitaria, può produrre addirittura un sostanziale ritrarsi dello Stato nei confronti dell’Università italiana. Qui perciò stanno le ragioni di fondo del nostro voto contrario.


universita’: una grande giornata di lotta con tante manifestazioni

14 Novembre, 2008

flcLa settimana si chiude con lo sciopero generale e la grande manifestazione di Roma contro i tagli all’Università e alla ricerca scientifica e con le altrettanto affollatissime manifestazioni di tante città italiane. Il movimento in campo persegue i suoi obiettivi pacificamente, democraticamente, evitando ogni inquinamento di frange e gruppi – particolarmente attivi quelli fascisti che, peraltro, organizzano attacchi squadristi alle sedi della Cgil a Roma e in altre città – che potrebbero avere interesse a che si crei un clima opposto.  Questo movimento chiama in causa la responsabilità del governo, del ministro Gelmini, di più ancora, del ministro Tremonti che hanno immaginato di tenere in equilibrio la finanza pubblica tagliando il futuro delle giovani generazioni e delle giovanissime – vedi i tagli alla scuola, in particolare alle elementari -.  Vedremo se l’esecutivo si comporterà alla stregua di qualsiasi governo “normale” di un paese civile che – di fronte ad una protesta così estesa e che unifica tutte le componenti che operano nella scuola, nell’università e nella ricerca scientifica – aprirebbe immediatamente un confronto per ricercare soluzioni condivise o se, invece, proseguirà nella sua anormalità, chiuso nella sicumera della sua forza parlamentare.


attacchi squadristi a sedi Cgil

13 Novembre, 2008

I fatti di oggi culminati con il tentativo di occupare la sede nazionale della Federazione lavoratori della conoscenza della cgil è un fatto molto grave. La giovane età di chi ha messo in atto queste azioni non li derubrica certo dalla definizione di squadrismo. Per tornare a episodi simili bisogna infatti andare indietro nella storia, al ventennio fascista. Riflettano costoro sulla portata delle loro azioni e sappiano di assumersi la responsabilità di fomentare un clima assai pericoloso. Domani ci sarà una imponente manifestazione e nessuno può pensare di disturbarla in alcun modo. Anche le forze dell’ordine devono operare per garantire il libero e democratico diritto di manifestare.

 


dilaga il movimento nelle scuole e nelle università

17 Ottobre, 2008

Dicevo qualche giorno fa del crescendo del movimento degli studenti e di lotta contro i provvedimenti del Ministro Gelmini. A distanza di pochi giorni possiamo osservare che quel movimento sta dilagando, investe gli atenei; coinvolge tutti gli ordini di scuole; fa riemergere anche i genitori quali soggetti che vogliono esercitare un ruolo da protagonisti nel sistema scolastico; schiera le Regioni nel non subire il commissariamento degli enti che entro il 30 novembre non metteranno in atto il piano di ridimensionamento degli istituti scolastici (un taglio stimato in 2600 istituti e 4200 plessi); assegna ai docenti e al resto del personale un ruolo centrale di contrasto al disegno contro riformatore del Governo. Lo sciopero generale delle tre Confederazioni del 31 ottobre sarà un momento decisivo per saldare i vari spezzoni di questo movimento e far sentire la forza di chi non ci sta a far fare un salto indietro di decenni al nostro sistema formativo e a consentire che passino idee di privatizzazione, a partire dalle nostre Università, così care ai nostri governanti. E a questo movimento il Pd vuole dare la sponda politica, si candida a rappresentarlo politicamente nelle istituzioni e in Parlamento, ma soprattutto si sente esso stesso parte di quel grande e forte movimento per la qualità del nostro sistema formativo. Al Circo Massimo il 25 saremo in tanti a richiedere il ritiro dei provvedimenti del Governo e rivendicare una scuola nuova.