Il disegno di legge sul testamento biologico, varato dalla maggioranza, è un attacco al diritto fondamentale di ogni essere umano di disporre e decidere liberamente del proprio corpo. La capogruppo del Partito Democratico al Senato, Anna Finocchiaro, (seduta n. 183 del 26.3) ha chiaramente dimostrato come esso sia “fondato sul tradimento e su parole ingannevoli”. E questo perchè le dichiarazioni anticipate di trattamento, anziché essere rispettate e garantite dal ddl, vengono totalmente disattese, poiché le volontà espresse dal paziente non saranno vincolanti per il medico.
Nello scrivere questo ddl, il governo non ha minimamente tenuto conto degli innumerevoli trattati medici conosciuti e studiati in tutto il mondo, i quali considerano all’unanimità l’alimentazione e l’idratazione artificiali allo stesso modo di veri e propri trattamenti sanitari – e come tali sottoposti al vincolo del paziente di accettarli o meno – , dal momento che, come ha spiegato il collega Veronesi (seduta n. 175 del 18.3), sono operazioni che coinvolgono personale medico e sanitario altamente specializzato. Per Berlusconi e i suoi sconosciuti esperti (ricordo che questo governo è sprovvisto di un Ministero della Sanità), invece, esse “non costituiscono trattamenti sanitari”, e dunque sono pratiche obbligatorie.
È chiaro che questo ddl mette in discussione la Costituzione stessa, anzi, la sbeffeggia, come purtroppo spesso avviene ad opera del governo: l’articolo 32 della Carta costituzionale, infatti, prevede la possibilità di accettare o rifiutare una determinata terapia o pratica sanitaria, così come di lasciare per iscritto le proprie volontà in caso di malattia in fase terminale: questo principio fondamentale della libertà umana viene sgretolato, rendendo di fatto il corpo degli individui una proprietà dello Stato, che si arroga il diritto di praticare trattamenti obbligatori contro la volontà dei pazienti, e di ogni cittadino.
In sostanza si sta trasformando una legge che avrebbe dovuto garantire la libertà anche a chi non si può più esprimere in un dato momento della propria vita, in una legge che toglie la libertà queste persone. Ciò è gravissimo e dimostra l’autoritarismo endemico nella maggioranza, la quale, a dispetto del nome che porta, non è disposta a lasciare liberi i cittadini di decidere di sé stessi.
Da parte nostra abbiamo partecipato al dibattito in Aula e, prima ancora, in Commissione, con grande responsabilità e convinti che si stesse davvero scrivendo una legge sul testamento biologico E, quindi, anche avendo alle spalle un confronto serrato tra le nostre fila, tra uomini e donne con diverse sensibilità e convinzioni, ma legati da un unico sentimento, quello del riconoscimento reciproco della libertà di ciascuno. Non abbiamo avuto, perciò, paura delle nostre diversità e di manifestarle alla luce del sole. Peccato – ma dovevamo aspettarcelo – che dall’altra parte gli “ordini” erano diversi e, salvo pochissime eccezioni, sono stati rispettati. Per fortuna qualche voce autorevole al loro interno nel congresso di fondazione del Popolo delle libertà si è levata per dire che questa legge non va bene. Bene! Speriamo – e per questo ci attrezziamo – che alla Camera questo testo venga riscritto.
Pubblicato da achillepas 
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