Come negare un diritto costituzionale

1 Aprile, 2009

images-2Il disegno di legge sul testamento biologico, varato dalla maggioranza,  è un attacco al diritto fondamentale di ogni essere umano di disporre e decidere liberamente del proprio corpo. La capogruppo del Partito Democratico al Senato, Anna Finocchiaro, (seduta n. 183 del 26.3) ha chiaramente dimostrato come esso sia “fondato sul tradimento e su parole ingannevoli”. E questo perchè le dichiarazioni anticipate di trattamento, anziché essere rispettate e garantite dal ddl, vengono totalmente disattese, poiché le volontà espresse dal paziente non saranno vincolanti per il medico.

Nello scrivere questo ddl, il governo non ha minimamente tenuto conto degli innumerevoli trattati medici conosciuti e studiati in tutto il mondo, i quali considerano all’unanimità l’alimentazione e l’idratazione artificiali allo stesso modo di veri e propri trattamenti sanitari – e come tali sottoposti al vincolo del paziente di accettarli o meno – , dal momento che, come ha spiegato il collega Veronesi (seduta n. 175 del 18.3), sono operazioni che coinvolgono personale medico e sanitario altamente specializzato. Per Berlusconi e i suoi sconosciuti esperti (ricordo che questo governo è sprovvisto di un Ministero della Sanità), invece, esse “non costituiscono trattamenti sanitari”, e dunque sono pratiche obbligatorie.

È chiaro che questo ddl mette in discussione la Costituzione stessa, anzi, la sbeffeggia, come purtroppo spesso avviene ad opera del governo: l’articolo 32 della Carta costituzionale, infatti, prevede la possibilità di accettare o rifiutare una determinata terapia o pratica sanitaria, così come di lasciare per iscritto le proprie volontà in caso di malattia in fase terminale: questo principio fondamentale della libertà umana viene sgretolato, rendendo di fatto il corpo degli individui una proprietà dello Stato, che si arroga il diritto di praticare trattamenti obbligatori contro la volontà dei pazienti, e di ogni cittadino.

In sostanza si sta trasformando una legge che avrebbe dovuto garantire la libertà anche a chi non si può più esprimere in un dato momento della propria vita, in una legge che toglie la libertà  queste persone. Ciò è gravissimo e dimostra l’autoritarismo endemico nella maggioranza, la quale, a dispetto del nome che porta, non è disposta a lasciare liberi i cittadini di decidere di sé stessi.

Da parte nostra abbiamo partecipato al dibattito in Aula e, prima ancora, in Commissione, con grande responsabilità e convinti che si stesse davvero scrivendo una legge sul testamento biologico E, quindi, anche avendo alle spalle un confronto serrato tra le nostre fila, tra uomini e donne con diverse sensibilità e convinzioni, ma legati da un unico sentimento, quello del riconoscimento reciproco della libertà di ciascuno. Non abbiamo avuto, perciò, paura delle nostre diversità e di manifestarle alla luce del sole. Peccato – ma dovevamo aspettarcelo – che dall’altra parte gli “ordini” erano diversi e, salvo pochissime eccezioni, sono stati rispettati. Per fortuna qualche voce autorevole al loro interno nel congresso di fondazione del Popolo delle libertà si è levata per dire che questa legge non va bene. Bene! Speriamo – e per questo ci attrezziamo – che alla Camera questo testo venga riscritto.


La pregiudiziale di costituzionalità proposta dal Pd sul testamento biologico

24 Marzo, 2009

testamento_biologicoLa Costituzione impone di bilanciare nelle concrete scelte legislative i vari diritti fondamentali senza sacrificarne unilateralmente  nessuno pena la negazione, di fatto, della natura fondamentale del diritto stesso.

L’articolo 52 della Carta di Nizza impone al legislatore, nell’ambito dell’esercizio della discrezionalità politica in cui si esprime il bilanciamento tra i diritti e le libertà sanciti dalla carta, il loro contenuto essenziale.

Sembra però che in questo caso il diritto fondamentale dell’autodeterminazione appare unilateralmente sacrificato.

Il divieto assoluto in campo medico, di ottemperare in qualsiasi caso a dichiarazioni di volontà che determinano la morte naturale del paziente, lede il diritto inviolabile all’autodeterminazione della persona in ordine alle scelte terapeutiche, in ordine al contrasto con il principio di cui all’articolo 52, paragrafo 1, della Carta di Nizza. La norma finirebbe infatti paradossalmente per imporre al medico di procedere di finanche a trattamenti che configurino ipotesi di accanimento terapeutico.

L’irrinunciabile diritto del medico curante all’obiezione di coscienza, prevista in tutta la sua doverosa ampiezza e come tale non comprimibile, non può non essere contemperato con il diritto all’autodeterminazione terapeutica del paziente , attraverso la previsione di precisi obblighi, in campo alla strutture sanitarie di sostituzione del medico obiettore con altri sanitari disponibili ad eseguire la volontà del paziente.

In assenza di tale previsione, infatti, il contenuto essenziale del diritto del paziente all’autodeterminazione in ordine alle scelte terapeutiche verrebbe di fatto violato.

Il carattere fondamentale ed inviolabile del diritto all’autodeterminazione in ordine alla cura, impone invero l’obbligo in capo allo Stato, di consentire a ciascuno l’espressione delle proprie volontà in merito ad ogni tipo di trattamento sanitario, garantendone la vincolatività.

Lo stesso diritto sarebbe violato dall’attribuzione di un carattere meramente orientativo – e non vincolante – alla dichiarazione anticipata di trattamento, come previsto all’articolo 7 del disegno di legge.

L’esclusione in via assoluta, della possibilità di comprendere l’alimentazione e l’idratazione nel contenuto della dichiarazione anticipata di trattamento rappresenta una lesione del contenuto essenziale del diritto inviolabile all’autodeterminazione terapeuti cadi cui all’articolo 32 comma 2 della Costituzione .

In evidente contrasto con l’articolo 8 par. 1 della Convenzione europea dei diritti umani secondo cui l’impostazione di un trattamento medico senza il consenso di un paziente adulto e consapevole violerebbe tra l’altro i diritto protetti dell’articolo 8.1 della Convenzione (diritto all’autodeterminazione relativamente alla propria vita privata);

pur riconoscendo che l’idratazione e la nutrizione, nelle diverse forme rese possibili della scienza e della tecnica, rappresentano un sostegno vitale, non si può, tuttavia privare la persone che le ritenga incompatibili con la propria dignità, che responsabilmente decida di lasciare andare la propria vita verso il suo epilogo naturale, della possibilità di disporre in merito, pena la violazione del principio di cui all’articolo 32, comma 2 della Costituzione;

ciò, anche in considerazione del fatto che in alcuni casi l’idratazione e la nutrizione possono costituire trattamenti sanitari, che, in quanto tali devono necessariamente essere subordinati alla prestazione del consenso informato da parte del paziente.


firma anche tu l’appello per il testamento biologico

4 Dicembre, 2008

 

 

www.appellotestamentobiologico.it

 

Un appello per il diritto alla libertà di cura. Con questa iniziativa lanciata da Ignazio Marino si richiede una legge in base alla quale ognuno possa indicare le terapie alle quali intende sottoporsi o rinunciare, nel caso in cui un giorno non fosse più in grado di esprimere la propria volontà.


la battaglia per il testamento biologico

4 Dicembre, 2008

images2La sentenza della Cassazione sul caso di Eluana Englaro, ha riportato l’attenzione sul tema spinoso del testamento biologico. Questo consentirebbe a tutti i cittadini di esprimersi, con serietà e responsabilità, sulle modalità di trattamento medico da ricevere in casi estremi, come quelli di Eluana. Ognuno sarebbe libero di accettare o rifiutare anche l’alimentazione e l’idratazione, che diventano forzate e lesive della dignità, se non richieste dal paziente.
Tutto ciò è inapplicabile per una semplice ragione: l’ostruzionismo del Vaticano e della CEI, che con toni propagandistici ed esagitati irrompono nel dibattito politico ogniqualvolta si prova a fare un passo in avanti sui temi della bioetica, senza nemmeno tener conto di ciò che invece la maggioranza dei cattolici pensa a proposito di tali questioni.
Si tratta insomma di recuperare il dibattito evitando di usare toni aspri e linguaggi ambigui, anzi cercando di essere il più chiari possibile su una questione che riguarda tutti i cittadini, ma anche stando attenti a non far sì che una futura legge sul testamento biologico non si trasformi un in monstrum giuridico, come accadde con la legge sulla procreazione assistita, che anziché migliorare le condizioni delle donne, le ha peggiorate.
A questo proposito colgo l’occasione per dirvi che aderisco all’iniziativa lanciata dal senatore Ignazio Marino e già sottoscritta da molte personalità della cultura, della politica e della società civile, come il premio Nobel Rita Levi Montalcini, Stefano Rodotà, il segretario della CGIL Guglielmo Epifani e tanti altri, in poche ore ormai già molte migliaia. Tale appello ha come fine proprio la volontà di aprire un dibattito serio, che dia vita ad un assetto normativo che garantisca a tutti il diritto di decidere della propria vita e del proprio corpo, come previsto dalla Costituzione e da tutti i trattati sui diritti dell’uomo.


la corte costituzionale boccia la destra su Eluana

9 Ottobre, 2008

Ricordate certamente la vicenda parlamentare che ha riguardato Eluana Englaro. La destra sollevò il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, sostenendo che la Cassazione e i giudici d’Appello di Milano, con le loro sentenze che autorizzavano il padre ad interrompere l’alimentazione forzata che da 16 anni mantiene in vita Eluana, avevano “invaso” il campo di competenza del Parlamento. In sostanza, i giudici, questo fu l’argomento usato dalla maggioranza, si erano sostituiti alla funzione legislativa di esclusiva competenza delle Camere. Vi raccontai, allora, tutti i risvolti politici e la strumentalità di quell’iniziativa e, pertanto, vi rinvio, se vorrete, a quei post. Richiamo qui il solo giudizio di merito che sostenemmo come Pd, vale a dire l’assoluta infondatezza del conflitto d’attribuzione e la conseguente previsione che la Corte Costituzionale lo avrebbe decisamente bocciato. Così è stato. La Corte ieri ha, infatti, emesso la sentenza in tal senso. Si svela, così, definitivamente la strumentalità dell’iniziativa della destra e torna, come da noi proposto al Senato, prepotentemente la necessità che il Parlamento legiferi tenendo conto dei bisogni e delle volontà dei malati, della necessità delle famiglie e dei problemi dei medici.


conclusa la vicenda del “conflitto di attribuzione” sulla sentenza Englaro

4 Agosto, 2008

Si è conclusa la discussione sull’ordine del giorno presentato dalle Senatrici e dai Senatori del Partito democratico, anche con il sostanziale assenso della maggioranza su una parte. Questa  parte  riguarda l’impegno a definire entro la fine dell’anno il testamento biologico. Il risultato è importante perchè impegna finalmente il legislatore a definire una legge di grande civiltà. Ci sono state critiche, osservazioni, polemiche sull’atteggiamento dei gruppi del Partito democratico alla Camera e al Senato e si sono lette strumentalizzazioni a proposito della non partecipazione al voto – i Deputati sono anche usciti dall’Aula – tese a insinuare che questa fosse l’unica modalità in grado di tenere uniti i gruppi parlamentari del Pd. Ritengo il nostro non voto al Senato sulla mozione di maggioranza  un atto assolutamente corretto per le ragioni di cui vi ho già parlato. Ma soprattutto rappresenta un successo politico del nostro gruppo l’aver ottenuto l’impegno a definire una nuova legge sul testamento biologico. Infine, vi invito a leggere l’intervento che il Senatore del Partito democratico Ignazio Marino ha svolto in Aula. Personalmente mi sono commosso.


sul “conflitto di attribuzioni” svelata la strumentalità politica

29 Luglio, 2008

Si è svolto ieri il dibattito in aula sul “conflitto di attribuzioni” che ha sollevato il Presidente emerito Francesco Cossiga, di cui vi ho già parlato. La nostra posizione, che vi invito a leggere,  è stata illustrata e commentata da Stefano Ceccanti. Abbiamo, poi, presentato come gruppo un ordine del giorno col quale chiediamo che il Parlamento si pronunci  in tempi brevi sul testamento biologico. Il fatto che la maggioranza, dopo aver imposto la discussione sul tema in tempi strettissimi, abbia tranquillamente rimandato il voto, ha scoperto l’assoluta strumentalità dell’uso che si voleva fare della mozione di Cossiga. In realtà il “conflitto di attribuzioni” era puramente una scusa per vedere se, in presenza di un tema eticamente sensibile, il gruppo del Partito democratico si sarebbe diviso al suo interno. La risposta unanime del gruppo, racchiusa nell’ordine del giorno, svela quanto questa maggioranza  utilizzi  tutto e di più – perfino drammi umani che andrebbero affrontati con rispetto e sensibilità – solo per attaccare l’opposizione, per sventolare problemi senza poi avere forza e capacità per affrontarli e risolverli davvero.

E’ stato così sulla vicenda sicurezza ed è così anche sui temi etici.


Cossiga solleva un “conflitto di attribuzioni”

25 Luglio, 2008

Il presidente emerito Francesco Cossiga ha sollevato un”conflitto di attribuzioni” -  che si realizza quando si determinano situazioni di contrasto tra organi dello Stato nello stabilire i confini dei rispettivi poteri – nei confronti della Corte di Cassazione relativamente alla sentenza sulla vicenda di Eluana. Cossiga sostiene  che con quella sentenza  la Corte  abbia copiuto un’invasione  nella sfera del potere legislativo, costituzionalmente garantito alle Camere. Vale a dire: egli ritiene che la prima sezione della Cassazione civile, attraverso una interpretazione sostanzialmente “creatrice”, abbia invaso la competenza del Parlamento, esercitando così una funzione essenzialmente legislativa e non limitandosi, viceversa, alla mera applicazione della normativa vigente.  La tesi sostenuta dalla mozione sarebbe pertanto quella che in presenza di un vuoto legislativo sulla materia del “testamento biologico” o dell’”eutanasia”, la Corte di Cassazione abbia colmato questo vuoto. Pertanto Cossiga ritiene necessario l’annullamento della sentenza in questione. Intanto una parola sullo strumento che è assai inusuale – onestamente non so dire quante volte sia stato utilizzato, ma sicuramente pochissime – e che  deve riguardare entrambi i rami del Parlamento, in quanto la funzione legislativa  viene esercitata collettivamente dalla due Camere. La seconda, di merito, giuridica, sintetizzabile con il fatto che un giudice di fronte a una qualsiasi  controversia che gli venga sottoposta, ha l’obbligo comunque  di decidere, anche in presenza di eventuali lacune legislative. Queste e tante altre considerazioni giuridiche, istituzionali e politiche sono le osservazioni che muoviamo alla mozione di Cossiga. Ma non vi sfugga  che la vera questione in campo è meramente etico-politica. E cioè riguarda la vicenda in sé e la sostanziale negazione di qualsiasi ipotesi che il Parlamento possa normare, per esempio, il testamento biologico.


Una riflessione per Eluana

17 Luglio, 2008

Una vicenda umana che mi ha colpito, quella di Eluana. Una vicenda che colpisce come in passato ha colpito il dramma di Welby, come colpisce il dramma umano di una vita spezzata, di una vita che non è vita, di una vita che non vuole e non può più vivere. Vorrei esprimere tutta la solidarietà ai familiari che di fronte ad una speranza che si spegne, hanno la forza di prendere una strada,  forse la più difficile, una scelta che nessun genitore vorrebbe mai trovarsi a prendere. Vorrei esprimere la mia solidarietà a quei genitori che si trovano a combattere il loro dramma sulla stampa, sulle televisioni per far valere il volere di una figlia che non può più esprimere una sua propria volontà, ma che lo ha fatto in passato.

Il testamento biologico, l’eutanasia, così come l’accanimento terapeutico sono temi che riguardano l’etica e la morale delle persone, sono scelte, diritti che individualmente ognuno deve poter esercitare secondo un principio di autodeterminazione. Per questo sono convinto che lo Stato laico, nell’affrontarli debba  uscire dallo scontro ideologico che si inasprisce ad ogni dramma che la stampa riporta, e pensare quali diritti soggettivi ogni persona deve poter far valere, indipendentemente dal suo Credo religioso.

Penso in particolare che il parlamento dovrebbe laicamente affrontare il tema del testamento biologico. Considero questo una vera e propria priorita’ in grado di dare una risposta a problematiche cosi’ sensibili e per le quali centinaia di migliaia di persone soffrono e con loro le proprie famiglie.