La proposta di legge sull’omofobia doveva essere approvata!

14 Ottobre, 2009

imagesLa proposta di legge contro l’omofobia, presentata dalla collega Paola Concia, è stata affossata dal Parlamento, o meglio dalla maggioranza del Pdl e della Lega, nonché dell’Udc al completo, i quali hanno ritenuto incostituzionale il provvedimento in questione. Si trattava di inserire l’aggravante omofobia nei casi di aggressione, aggravante che si è resa necessaria dopo la vergognosa escalation di aggressioni, fisiche e verbali, nei confronti dei cittadini omosessuali. E invece non se ne farà niente. Colpisce l’ipocrisia con la quale il Ministro per le pari opportunità Carfagna abbia dapprima appoggiato la proposta dell’aggravante omofoba, per poi abbandonarla come se niente fosse. E lo stesso dicasi per molti deputati del Pdl, sempre solerti nell’offrire solidarietà agli aggrediti, ma mai disposti a proteggerli fino in fondo. Colpisce, inoltre, l’atteggiamento della collega Paola Binetti, la quale ha votato contro la proposta di legge Concia, schierandosi con la maggioranza. A questo proposito mi sentirei di condividere le parole di Franceschini, che ieri ha affermato l’esistenza di un “serio problema di permanenza nel partito” per quanto riguarda la Binetti. Un partito può dirsi democratico solo quando è libero da ogni forma di pregiudizi, razzismo e omofobia. Tuttavia, al di là di sterili polemiche interne, auspico il ritorno alla discussione di una legge a tutela dei cittadini omosessuali, affinché le becere manifestazioni di intolleranza nei loro confronti siano arginate e combattute con forza, in nome dell’eguaglianza di tutti i cittadini, sancita dalla nostra Costituzione, e del reciproco rispetto fra tutti i cittadini.


Riprendiamo peggio di prima

9 Settembre, 2009

imagesCome si vede, la ripresa è peggiore di quanto si potesse immaginare al momento di andare in ferie. Ed è peggiore per tante ragioni. C’è solo l’imbarazzo della scelta! Se parliamo di economia e di lavoro i dati sulla seria difficoltà delle nostre imprese e sulla caduta dell’occupazione sono allarmanti. Nonostante il martellamento governativo sull’uscita dalla crisi – peraltro iniziato qualche mese fa dopo una prima fase nella quale hanno addirittura negato l’esistenza stessa della crisi – tutte le fonti più autorevoli ci dicono infatti che le previsioni per i prossimi giorni e settimane non sono delle migliori. E i settori interessati non si limitano al solo manifatturiero – che certo soffre più di tutti e nel quale il dramma della perdita del posto di lavoro rischia di innescare una preoccupante escalation delle forme di lotta – ma arriva ormai alla pubblica amministrazione, come dimostra la vicenda dei precari della scuola (abbondantemente da noi prevista in occasione della discussione parlamentare sui provvedimenti della Gelmini). Se parliamo di immigrazione, la terrificante vicenda dei respingimenti dovrebbe far vergognare qualsiasi persona con un grado anche minimo non dico di cultura della legalità e del rispetto del diritto internazionale, ma semplicemente di sensibilità umana. E dovrebbe far giustizia e rendere palmare che tutte le iniziative legislative di questo governo in tema di sicurezza – di cui vi ho dato conto in più occasioni – contenevano un vulnus xenofobo e razzista inaccettabile per un paese civile. Per non parlare poi di questa ondata di omofobia, specie a Roma, che porta con sé violenze gravissime nei confronti di omosessuali. Infine, ma non certo da ultimo, il killeraggio del direttore dell’Avvenire e l’aggressione a La Repubblica e a L’Unità. E’ da tempo che penso che la qualità della nostra democrazia si sia di molto impoverita ed è superfluo indicarne la responsabilità. Ma qui siamo oltre il limite di guardia! Dire che in tutti questi anni di governo Berlusconi -  a proposito: ha superato il record di longevità di governo con i risultati che conosciamo – abbiamo assistito da punto di vista democratico, politico-istituzionale ed economico-sociale a cose mai viste prima; è un ritornello che, di volta in volta, ci siamo ripetuti assai spesso. Ma davvero qui abbiamo passato il limite! Dire che dobbiamo essere preoccupati è perciò un puro eufemismo, anche perché – dossieraggi, dileggi, minacce, ricatti – è lecito aspettarsi di tutto.


Quando il Premier risponderà?

2 Luglio, 2009

imagesUn’altra pagina nera si aggiunge alle tante che ormai da tempo i cittadini sono costretti a leggere relativamente alle tante vicende che riguardano il modo di agire del Presidente del Consiglio. Al Senato, la maggioranza ha respinto la richiesta di modifica del calendario dei lavori dell’Aula, da noi avanzata, al fine di poter discutere subito le mozioni – primi firmatari Soliani e Zanda – sul G8 con riferimento alla sicurezza nazionale, messa a rischio dai comportamenti “privati” del premier.  A tre mesi dall’inizio di uno scandalo che mette a repentaglio, ripetiamo, la sicurezza del nostro paese e che ha avuto una eco mondiale, il Parlamento non se ne è mai occupato. Tutto è rimandato, quindi, a settembre. A chi non vogliono rispondere? Alle domande che la Repubblica da settimane inutilmente gli rivolge? Alla stampa internazionale che anch’essa da settimane, ha chiesto chiarimenti e risposte, scritto e riportato colloqui, avanzato obiezioni, ricevendo soltanto insulti? Al Paese, che chiede la verità su ciò che è veramente successo, non per conoscere i “prurigini” del Presidente ma per essere rassicurati che i suoi comportamenti non abbiano compromesso gli affari di Stato?  Conosce il Presidente la coerenza tra comportamenti privati e vita pubblica? Conosce i rischi che si possono correre tra pericolosi comportamenti privati e funzionamento delle istituzioni quando non si adottano atteggiamenti di prudenza, di controllo e di misura? E così, con questa decisione di non modificare il calendario, il Parlamento continua a non occuparsene.

 


La tragedia di Viareggio

2 Luglio, 2009

imagesLa tragedia avvenuta alla stazione di Viareggio spinge a considerazioni importanti e impregnanti sulla sicurezza del trasporto ferroviario italiano in particolare e sulla sicurezza sul lavoro in generale. Appurato che le responsabilità del guasto siano da ascrivere alla ditta americana proprietaria del treno merci deragliato, la Gatx, resta la domanda circa il ruolo delle ferrovie dello Stato nei controlli e che cosa abbiano fatto per impedire che un carro, in simili condizioni, potesse circolare liberamente. Temo che la risposta non possa che riguardare l’intero sistema dei controlli della manutenzione – ferrovie dello Stato comprese. Purtroppo questa risposta sembra anche la più verosimile se si guarda agli investimenti destinati dalle fs alla manutenzione: dal 2005 al 2007 si è passati da 8 miliardi e mezzo di euro a 6,8; mentre nell’ultimo bilancio aziendale si è parlato di 209 milioni di tagli dei costi (meno 7,1%) “in particolare riguardo alla manutenzione e pulizia”. Inoltre, l’agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria nata sotto l’egida del ministero dei trasporti è composta da soli 100 dei 300 ispettori dei quali dovrebbe essere dotata, con conseguente ovvia limitazione dei controlli, sia nella periodicità sia nella campionatura dei carri. Tutto ciò comporta gravi rischi per la sicurezza dei passeggeri nonchè di tutti i lavoratori delle ferrovie e, dopo la mostruosità di Viareggio, anche per le popolazioni. Rischi che devono essere assolutamente eliminati dalla severa applicazione di tutte le norme previste, dalle legislazioni italiana ed europea, così da impedire la circolazione dei treni che non rispondono agli standard previsti dalle normative stesse. E da una più attenta politica economica da parte dell’amministrazione aziendale che deve decisamente privilegiare lo stanziamento di fondi per la sicurezza e la manutenzione.


La Lega e le sue fantasie perverse

30 Aprile, 2009

Fra le tante norme sbagliate e insopportabili comprese nel pacchetto sicurezza, ce n’è una che rischia di mettere in condizioni disperate milioni di cittadini. Si tratta delle norme contenute nell’articolo 42, in cui si stabiliscono i requisiti igienico-sanitari per ottenere la residenza in qualsiasi Comune del territorio nazionale. In sostanza, sono stati definiti dei parametri entro i quali poter accedere al fondamentale diritto di residenza anagrafica, senza il quale non si ha accesso al sistema sanitario nazionale né alle misure di protezione sociale, non si ha il diritto di voto, né si può ricevere la pensione, o iscriversi a liste di collocamento. In poche parole, senza la residenza anagrafica non si ha possibilità di condurre una vita di serena inclusione nella società. Ovviamente, è stata la Lega a presentare tale proposta, che va a colpire direttamente la fasce più deboli della popolazione, vale a dire gli immigrati e i senza fissa dimora, i quali, pur non avendo una residenza stabile, possono all’oggi ricevere una pensione e appunto esercitare i diritti propri di ogni democrazia, iscrivendosi all’anagrafe. Tutto questo non sarà più possibile. Si preferisce rendere invisibili centinaia di migliaia di persone, piuttosto che risolvere con la dovuta serietà e responsabilità i veri problemi del paese. Inoltre, in Italia il certificato di abitabilità negli edifici è obbligatorio solo dal 1934: vogliono togliere il diritto di residenza anche a tutti coloro (circa 2 milioni) che vivono in edifici costruiti prima di quella data? Non scherziamo. La norma in questione fa il paio con l’altra aberrazione giuridica, contenuta nello stesso articolo, relativa all’istituzione di fantomatiche “liste dei senza fissa dimora”, che sono tanto discriminatorie quanto inutili, e di cui vi avevo già parlato. Che dire, sembra veramente che la fantasia perversa della Lega non abbia fine, e riesca sempre a trovare nuovi modi per riversarsi rabbiosa sulle categorie sociali più deboli ed escluse, andando a colpire tutti i cittadini.


Insicurezza di Stato

31 Marzo, 2009

images8Vi ricordate della battaglia elettorale sulla sicurezza? E’ stata una delle armi da guerra del centrodestra alle ultime elezioni politiche (perché per il PdL questo sono le elezioni politiche). Ma le aspettative degli elettori sono state tradite. Ieri Dario Franceschini ha partecipato alla manifestazione di protesta dei sindacati di polizia contro i tagli alla sicurezza: purtroppo l’ennesima. Gli è stato riferito che i poliziotti che dovranno lavorare al G8 devono anticipare, da soli, le spese.

La denuncia trova ampia conferma nelle affermazioni del sindacato di polizia Siulp che ha voluto sottolineare il fatto che al momento mancano uomini e mezzi alla polizia di Stato: “Le auto sono usurate, mancano gli uomini, gli organici sono ridotti all’osso, gli agenti che vanno in pensione non vengono sostituiti. Oggi manifestiamo per dare un segnale forte al governo affinché corregga la rotta. Bisogna potenziare la sicurezza, però non la sicurezza privata bensì una sicurezza di Stato”.

E sul capitolo in tema di ronde si sono espressi  anche il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani ed il segretario della Cisl Raffaele Bonanni criticando fortemente l’istituzione di queste false e pericolose forme sussidiarie  di sicurezza. Già altre volte ho denunciato la pericolosità dell’istituzione delle ronde:  microgruppi e gruppi di persone che risultano – come affermato dalle forze di polizia stesse – particolarmente permeabili alle infiltrazioni di matrice criminale e politica. Insomma la possibilità – in paese che vive da più di un decennio un pericoloso squilibrio mediatico a favore dell’attuale Presidente del Consiglio – che si ripeta un film già visto.


anche nel nuovo millennio esiste la pirateria

19 Dicembre, 2008

imagesCirca un mese fa è stata presentata una  mozione,  sottoscritta dai cinque senatori, tra cui il sottoscritto, che fanno parte del Comitato per la sicurezza della Repubblica (Copasir),  su un fenomeno che sta acquisendo una rilevanza strategica su scala globale: la pirateria che colpisce decine e decine di navi commerciali nel tratto di mare al largo della Somalia. Questo problema deriva e si acuisce con l’assenza di un vero Stato somalo e dal conseguente, drammatico prevalere delle fazioni, spesso armate, che si contendono il controllo di quel territorio. Si tratta di un fenomeno sorprendente per la sua dimensione: basti pensare che, per l’insicurezza da questo determinata, un numero sempre crescente di attività commerciali evita il Canale di Suez (con conseguenze pesantissime, soprattutto per l’Egitto), preferendo la circumnavigazione dell’intero continente africano. E, in effetti, l’entità di questa minaccia va diffondendosi anche in altre zone. Nel corso del 2008, infatti, secondo l’Ufficio marittimo internazionale (IMB) sono stati ben 92 gli attacchi a navi straniere in tutto il pianeta e attualmente sarebbero una quindicina le imbarcazioni sotto sequestro in acque territoriali somale – tra cui una petroliera con 100.000 tonnellate di greggio –  e fra i 250 e i 300 i membri degli equipaggi tenuti in ostaggio. Allo stesso tempo i pirati sono riusciti ad ottenere 150 milioni di dollari in riscatti di mercantili e altre barche sequestrate negli ultimi mesi. Si è dunque venuto a creare un fitto sistema di accumulazione di risorse, spesso oltre il solo territorio somalo, che ha generato in poco tempo una infrastruttura forte, e produttiva. Infatti, secondo analisi internazionali, solo nel porto di Eyl opererebbero oggi 5.000 persone collegate alle attività di pirateria. Queste investono i loro illeciti proventi nella costruzione di nuove imbarcazioni, tanto che il principale cantiere navale somalo, “Puntland boat manufacturing”, riesce oggi a produrne una di 18 metri munita di tre motori in meno di una giornata. A fronte di questa crisi, il già debole governo di transizione somalo, in un vano sforzo di riconciliazione nazionale, aveva invocato l’intervento dell’ONU, il cui Consiglio di sicurezza aveva autorizzato una missione internazionale, per assicurare, soprattutto, la consegna degli aiuti umanitari del programma alimentare mondiale e di altre agenzie dell’ONU per le popolazioni del Corno d’Africa. Dall’8 dicembre scorso, ha preso il via la prima missione congiunta mai intrapresa dall’Unione europea (dal nome “Eunavfor Atlanta”). Il consiglio di sicurezza dell’ONU ha approvato il 2 dicembre all’unanimità la risoluzione n. 1846, sostenendo con vigore il comando britannico dell’operazione. L’utilizzo di mezzi navali ha lo scopo di garantire la sicurezza dei convogli umanitari in transito verso le coste somale , al fine di evitare qualsiasi tentativo di arrembaggio, anche in acque territoriali della Somalia. In seguito, il 16 dicembre, il Consiglio stesso ha approvato un’altra risoluzione, la n. 1851, a conferma di tale impegno. La mozione proposta in Senato, dà l’autorizzazione a tutti i mezzi militari, per un periodo di dodici mesi, di effettuare qualsiasi operazione e utilizzare qualunque strumento – inclusa la forza militare – per smantellare le strutture logistiche del gruppo di pirati nel caso in cui il governo somalo ne faccia esplicita domanda al segretario generale delle Nazioni Unite. Il largo consenso con la quale la mozione è stata approvata è assai importante per impegnare a fondo il nostro governo, in Europa e nelle nazioni Unite, ad individuare tutte le strade per metter fine alla pirateria.


la tragedia di Rivoli

24 Novembre, 2008

images12Come sapete mi occupo spesso di morti ed incidenti sul lavoro, mai avrei immaginato di trovarmi di fronte ad una tragedia che riguarda il lavoro di un giovane: lo studio. Quante volte ho detto che non è accettabile che un lavoratore esca di casa la mattina e non vi faccia più ritorno? Ora, cosa posso dire di fronte alla morte di un ragazzo e la gravità delle condizioni di un altro giovane, che una mattina entrano in una scuola di un paese civile, una potenza industriale nel mondo e si trovano seppelliti dalle macerie di un soffitto della classe e colpiti da una sbarra di ghisa “dimenticata” anni fa in quel contro-soffitto? Dove si possono trovare le parole per parlare ai genitori di quei ragazzi? Come si fa a spiegare a milioni di famiglie che il 50% delle scuole italiane non è a norma e che quel che è successo, potrebbe risuccedere in una scuola su due? Francamente non mi viene neppure di spiegare che il Governo ha tagliato le risorse, per altro scarsissime, destinate a questo fine. Ne che proprio ieri ho incontrato il Sindaco Scheggi di  Cinigiano che mi spigava che le quattro scuole del suo Comune sono state tutte messe in sicurezza, grazie ai fondi sulla legge 23 che riguarda l’edilizia scolastica, col che dimostrando che in alcune situazioni qualche cosa si poteva fare. No! Per questa tragedia, in queste ore, c’è solo il silenzio.

 


le vere paure degli italiani

23 Novembre, 2008

demosE così, a quanto ci dice l’ultima ricerca della Demos, gli italiani si sentono molto meno insicuri dello scorso anno. Sarà forse dovuto alle magistrali politiche messe in atto dal governo, come l’inutile istituzione dei soldati nelle strade o l’ipocrita “tolleranza zero” sull’immigrazione? Oppure si sta sgonfiando la “fabbricazione” della paura alimentata ad arte dal centrodestra? Infatti, a ben vedere, i dati segnalano una netta diminuzione della paura in tema di immigrati e micro-criminalità, non a caso le colonne portanti della campagna elettorale di Berlusconi. Oggi è il 36% degli italiani che dichiara uno stato di insicurezza, contro il 51% dello scorso anno; lo stesso dicesi per la percezione della criminalità comune: lo scorso anno era al 40%, mentre ora è scesa al 31%, e tuttociò nonostante in fatto che, appunto, come abbiamo avuto modo di vedere in occasione di più provvedimenti sui quali il Parlamento è stato chiamato a pronunciarsi, nessuna politica degna di tale nome di contrasto alla criminalità sia stata voluta e praticata da questo governo.

Inoltre, sempre stando al rapporto sopracitato, è possibile trarre un profilo ben preciso dell’italiano impaurito, attraverso almeno due parametri: trascorre quattro ore o più davanti alla televisione ed è vicino al centrodestra.

Questi dati la dicono lunga sullo stato del sistema dell’informazione nel nostro paese, in particolare di quello televisivo, della sua qualità e della sua libertà e indipendenza e, letti in parallelo ad altri, apparsi sui quotidiani qualche giorno fa, dimostrano come la scala delle priorità nelle ansie dei cittadini sia rivolta al proprio reddito, al proprio lavoro, alla quotidianità di una vita sempre più difficile per sé e per le proprie famiglie. Proprio quella quotidianità sulla quale il governo ancora non ha dato segni di vita, se non per scelte sbagliate che hanno sottratto risorse che ben diversamente avrebbero dovuto essere utilizzate. Penso alla cancellazione dell’Ici sui grandi patrimoni e la detassazione degli straordinari, anziché a diminuire la pressione fiscale sulle buste paga di chi lavora e sulle pensioni.


Alcune osservazioni di merito al pacchetto sicurezza e il registro di una vittoria dell’opposizione

19 Novembre, 2008

images8Nonostante le rumorose proteste, giunte oltre che dal Partito Democratico, da ogni luogo della società civile questo monstrum giuridico rappresentato dal pacchetto sicurezza si appresta ad entrare nel novero delle peggiori disposizioni legislative mai approvate in Italia, andandosi a inserire peraltro in un sistema già di per sé farraginoso. Il Pd non ha mai smesso di criticare con forza – e chi segue il mio blog lo sa bene – questi tentativi di riduzione dei diritti ai più deboli, in nome di una sicurezza che, dati i presupposti, diminuirà ulteriormente anziché aumentare. Infatti, per quanto ci sia anche qualche norma sensata, come l’inversione dell’onere della prova come contrasto alla criminalità organizzata, la struttura portante del ddl va in una direzione irragionevole, visti i problemi che si propone di risolvere.

Ad esempio, l’articolo 19 che sanziona l’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio dello Stato, non più con l’arresto, come originariamente previsto, ma con una contravvenzione, non produrrà alcuno degli effetti di deterrenza sperati, mentre finirà senz’altro per dare vita ad un numero enorme di fascicoli processuali, con conseguente rallentamento dell’attività degli uffici giudiziari. Esso rispondeva in origine alle demagogiche e irresponsabili promesse fatte agli elettori e, dopo le critiche ricevute in sede comunitaria, invece di ritirarlo, si è preferito trasformarlo in un’altra norma, tanto inutile quanto propagandistica. Inoltre, l’introduzione del reato di immigrazione irregolare andrà a colpire proprio gli individui più esposti a fenomeni come la tratta di esseri umani e lo sfruttamento del lavoro nero e comporta un sovraccarico di compiti inutili per le Forze di polizia e il sistema giudiziario, determinando inoltre una discriminazione che potrebbe essere sanzionata anche dalla Corte costituzionale. Sarebbe invece opportuno assicurare risorse e strumenti idonei all’azione di contrasto all’emigrazione clandestina a partire dai Paesi d’origine. Senza contare poi che l’impianto complessivo delle norme sull’immigrazione clandestina, fenomeno che coinvolge moltitudini di persone provenienti da situazioni di disagio talmente estreme da rendere inutile la minaccia della reclusione, oltre a non contenere gli sbarchi, produrrà, come è accaduto con la legge Bossi-Fini, un incremento dei clandestini, i quali, come è noto, costituiscono manovalanza disponibile e ricattabile proprio per quelle organizzazioni criminali che si intende combattere. La creazione di ipotesi di reato come quella di immigrazione clandestina, oltre a favorire lo sfruttamento del lavoro nero da parte degli imprenditori che si avvantaggiano della condizione irregolare di molti stranieri, comporterà un aggravio del lavoro di uffici giudiziari e Forze di polizia e riempirà le carceri di soggetti assolutamente non pericolosi per la comunità.

Anche la schedatura dei clochards prevista all’articolo 44 del disegno di legge è emblematica delle pulsioni che animano l’attuale maggioranza. L’istituzione del registro presso il Ministero dell’interno, e non già presso il Ministero degli affari sociali, testimonia la volontà del centrodestra di dare vita ad uno strumento di mero controllo sociale verso una delle categorie con livello di pericolosità sociale tra i più bassi, invece di affrontare il tema in un’ottica di solidarietà e abbattimento delle disuguaglianze.

Assai preoccupanti poi, risultano le disposizioni volte a consentire il presidio del territorio da parte di “ronde di volontari”, che si sostituiranno, senza preparazione e attrezzatura adeguata, alla polizia, intralciandone l’operato. Di tutto avevamo bisogno fuorché di questo. Per fare un favore alla Lega, si compie una scelleratezza. Se questo governo tenesse in considerazione l’opinione di coloro che si occupano per professione di sicurezza pubblica comprenderebbe che il modo migliore di combattere la criminalità non è quello di istituire nuove figure di reato, o di inasprire le pene, oppure ancora di istituire ronde di cittadini, bensì è quello di rendere ineluttabile la sanzione, riducendo i tempi dei processi.

Dette queste cose sul merito – per il quale vi consiglio la lettura di due interventi in Aula di esponenti del Pd, F. Marinaro e M. Livi Bacci - come opposizione un risultato importantissimo lo abbiamo ottenuto. Con il continuo ricorso alla verifica del numero legale, abbiamo impedito che si votasse il testo prima dell’inizio della sessione di bilancio. Ricordo che in sessione di bilancio non si possono discutere disegni di legge. Per cui, con la “bile” gonfia della maggioranza, il voto finale è stato rimandato. A questo punto se ne parlerà a gennaio. Finalmente un risultato! Ora non abbassiamo la guardia.