Il pensiero (esile) del Ministro Gelmini

20 Settembre, 2009

imagesL’anno scolastico, come previsto, è iniziato nel segno delle contestazioni al ministro Gelmini. Docenti precari e personale ATA stanno manifestando in tutto il paese per denunciare la terribile situazione in cui versa il nostro sistema formativo: migliaia di licenziamenti, altrettanti mancati rinnovi contrattuali, tagli per centinaia di milioni di euro alla scuola e all’università pubbliche. In tutto questo, come si comporta il ministro? Oltre a insultare la grammatica italiana, si permette di infangare la dignità e i diritti dei docenti che manifestano, in nome di una supposta impossibilità di “fare politica” a scuola: “Vogliono parlare di politica? Si dimettano e si facciano eleggere in Parlamento!”. Questo è l’esile pensiero del ministro. Purtroppo, forse il ministro non sa che in ogni democrazia, ogni cittadino ha diritto ad esprimere il proprio dissenso, nell’esercizio dei sacrosanti diritti sanciti dalla Costituzione. Sarebbe assurdo ritenere – come fa la Gelmini – che solo chi è stato eletto in Parlamento può avere il diritto di parola. Si ripropone la stessa strategia adottata da Brunetta per delegittimare i lavoratori della pubblica amministrazione: insultare.

Noi non accettiamo gli insulti dei ministri di questo governo, che in poco più di un anno è riuscito nell’arduo intento di demolire dalle fondamenta ciò che di più importante c’è per uno Stato: l’istruzione e la ricerca, senza le quali nessun futuro può essere garantito.

È per questo che desidero esprimere tutto il mio sostegno e la mia vicinanza ai precari in lotta per riottenere il proprio lavoro, per cui hanno passato un’intera vita di studi e sacrifici, nel nome del futuro del paese. 


Riprendiamo peggio di prima

9 Settembre, 2009

imagesCome si vede, la ripresa è peggiore di quanto si potesse immaginare al momento di andare in ferie. Ed è peggiore per tante ragioni. C’è solo l’imbarazzo della scelta! Se parliamo di economia e di lavoro i dati sulla seria difficoltà delle nostre imprese e sulla caduta dell’occupazione sono allarmanti. Nonostante il martellamento governativo sull’uscita dalla crisi – peraltro iniziato qualche mese fa dopo una prima fase nella quale hanno addirittura negato l’esistenza stessa della crisi – tutte le fonti più autorevoli ci dicono infatti che le previsioni per i prossimi giorni e settimane non sono delle migliori. E i settori interessati non si limitano al solo manifatturiero – che certo soffre più di tutti e nel quale il dramma della perdita del posto di lavoro rischia di innescare una preoccupante escalation delle forme di lotta – ma arriva ormai alla pubblica amministrazione, come dimostra la vicenda dei precari della scuola (abbondantemente da noi prevista in occasione della discussione parlamentare sui provvedimenti della Gelmini). Se parliamo di immigrazione, la terrificante vicenda dei respingimenti dovrebbe far vergognare qualsiasi persona con un grado anche minimo non dico di cultura della legalità e del rispetto del diritto internazionale, ma semplicemente di sensibilità umana. E dovrebbe far giustizia e rendere palmare che tutte le iniziative legislative di questo governo in tema di sicurezza – di cui vi ho dato conto in più occasioni – contenevano un vulnus xenofobo e razzista inaccettabile per un paese civile. Per non parlare poi di questa ondata di omofobia, specie a Roma, che porta con sé violenze gravissime nei confronti di omosessuali. Infine, ma non certo da ultimo, il killeraggio del direttore dell’Avvenire e l’aggressione a La Repubblica e a L’Unità. E’ da tempo che penso che la qualità della nostra democrazia si sia di molto impoverita ed è superfluo indicarne la responsabilità. Ma qui siamo oltre il limite di guardia! Dire che in tutti questi anni di governo Berlusconi -  a proposito: ha superato il record di longevità di governo con i risultati che conosciamo – abbiamo assistito da punto di vista democratico, politico-istituzionale ed economico-sociale a cose mai viste prima; è un ritornello che, di volta in volta, ci siamo ripetuti assai spesso. Ma davvero qui abbiamo passato il limite! Dire che dobbiamo essere preoccupati è perciò un puro eufemismo, anche perché – dossieraggi, dileggi, minacce, ricatti – è lecito aspettarsi di tutto.


Un attacco senza precedenti al diritto allo studio e all´istruzione pubblica

27 Marzo, 2009

images7Dal settembre 2009 avremo 42 mila in meno: il primo taglio di 37mila è stato deciso nei giorni passati. Altri 5000 posti saranno tagliati nel luglio prossimo. 10 mila docenti in meno alle elementari, più di 11 mila alle superiori e quasi 16 mila alle medie inferiori.

Il 40 per cento concentrato in Campania, Puglia, Sicilia e Calabria, il 50% nel Sud. Ma anche in Lombardia, malgrado le rassicurazioni del presidente Formigoni, il salasso sarà pesante: meno 4 mila. Via anche 245 presidi.

Ma in ogni caso andranno via  i 15 mila lavoratori non docenti che perderanno il posto di lavoro, il che assieme al taglio degli insegnanti, al netto dei pensionamenti, si traduce in 28 mila precari che rischiano di essere tagliati fuori dalla scuola pubblica».

Che fine farà il tempo pieno alle elementari? Il governo e il ministro Gelmini hanno assicurato che dove c´è non verrà toccato. Diamo per buono questo impegno. Il problema nasce nelle Regioni del Sud, dove molte famiglie hanno chiesto per il prossimo anno le 40 ore a settimana. Per loro non c´è alcuna speranza. A rischio anche le iscrizioni per le famiglie che hanno scelto le 30 ore. Il decreto parla chiaro: solo nei casi in cui l´organico lo permette. Con l´aria che tira sembra davvero una chimera.


scuola: prosegue la nostra battaglia per una scuola di tutti

20 Dicembre, 2008

Nella seduta del 18 dicembre, sono state presentate in Senato diverse mozioni sull’importante questione dell’integrazione scolastica dei bambini stranieri, in particolare dalla senatrice Soliani. Il tema ha alimentato un sempre maggior dibattito, soprattutto dopo la presentazione, da parte della Lega Nord, di una mozione che prevede l’introduzione delle cosiddette “classi ponte”, cioè l’insegnamento della lingua italiana in maniera separata e preordinata rispetto alle classi comuni. Già si era criticato l’assetto fortemente discriminatorio di tale proposta (post), ritenendo opportune misure di tutt’altro calibro e, soprattutto, soppesate sulla reale entità della questione. Sono infatti fermamente convinto che il fenomeno dell’immigrazione non sia un problema, bensì un fattore costruttivo per lo sviluppo del paese: per questo ritengo sia necessario un percorso organico di integrazione che fa dello stare insieme il principio fondamentale, affidando alla scuola il compito responsabile  di organizzare al meglio l’apprendimento nella sua autonomia, a partire proprio dalla lingua italiana, per arrivare ad una più completa integrazione linguistica e culturale. La presenza di minori immigrati nella scuola italiana è un fenomeno storicamente nuovo, ma attualmente già molto diffuso in ogni grado d’istruzione, ed è di estrema importanza al fine di costruire una nuova società coesa e tollerante. Quest’anno gli alunni immigrati sono circa 650.000 (il 7% della popolazione scolastica italiana; lo scorso anno erano il 6,5%) di 191 diverse nazionalità, e tutto fa pensare che la percentuale aumenterà di anno in anno, viste le previsioni demografiche. Sappiamo che in certe zone del paese, in cui vi sono classi con oltre il 40% di alunni figli di immigrati, sono state intraprese con successo iniziative volte a favorire un’organizzazione equilibrata delle iscrizioni scolastiche, favorendo una vera integrazione sulla base dei diritti fondamentali di uguaglianza, cittadinanza e istruzione. Le mozioni, in particolare, esortano il governo a prevedere una seria di interventi coerenti e necessari, come l’insegnamento della Costituzione e dei diritti umani; inoltre, chiedono con forza che i minori siano ammessi in corso d’anno scolastico con le stesse regole degli alunni italiani. Inoltre, poiché è la eterogeneità della società stessa che lo richiede, si deve garantire la frequenza in classi miste per genere, etnia, lingua e religione. E ancora: potenziare l’attività didattica e i curricula, per far sì che l’apprendimento dell’italiano possa avvenire con modalità flessibili (gruppi, laboratori, corsi intensivi anche per adulti), dettate dall’autonomia scolastica, affinché sia favorita e salvaguardata la multiculturalità. Sarebbe anche il caso di aumentare l’organico nelle scuole con mediatori culturali formati adeguatamente, di dotare le scuole di testi e strumenti didattici che facilitino l’apprendimento dell’italiano e delle lingue parificate, nonché sostenere gli interventi degli enti locali che interagiscono con le istituzioni scolastiche, promuovendo la partecipazione delle famiglie (soprattutto le madri), delle associazioni degli immigrati, nonché del volontariato e dell’associazionismo. In conclusione, l’esigenza fondamentale che muove il Pd è quella di evitare a tutti i costi la nascita di stereotipi, di pregiudizi, di fenomeni di razzismo e xenofobia, che sono in evidente aumento in Italia, e di lottare invece per un’Italia integrata, in cui l’immigrazione sia giustamente di popolamento, di cittadinanza, e ci ricordi come il riconoscimento delle diversità sia un valore di arricchimento reciproco.

Inutile dire che la mozione non è passata…


il senato dice no al finanziamento in finanziaria per gli appalti nelle scuole e nelle caserme

11 Dicembre, 2008

images6Il governo ha bocciato il nostro emendamento alla Finanziaria che avrebbe sanato la situazione di 14.822 lavoratori delle imprese che svolgono servizi di pulizia negli edifici scolastici che, per colpa dei tagli alla scuola voluti dal governo Berlusconi, rischiano il licenziamento così come anche gli 8.000 addetti che operano negli appalti di pulizie nelle caserme delle diverse Armi del Ministero della Difesa”.  Come ricorderete è in corso una lotta dei sindacati ed ei lavoratori di cui vi ho già parlato e che continuerà fino alla positiva soluzione della conferma del lavoro. “E’ un fatto gravissimo il voto del senato. E’ la prima volta infatti che un parlamento vota sostanzialmente il licenziamento di circa 23 mila persone.  Soprattutto, quando tutti sanno infatti che ad una soluzione comunque si dovrà arrivare e che già il decreto185 è intervenuto a parzialissima soluzione del problema, mettendo a disposizione risorse che serviranno solo per retribuire questi lavoratori per altri due mesi. Si tratta, quindi , solo di un voto fatto a dispetto, in piena continuità con la indisponibilità ad accogliere le proposte dell’opposizione, anche quando appaiono francamente indiscutibili. Giusta quindi la prosecuzione della lotta dei lavoratori a partire dalla prossima manifestazione del 18 dicembre. Per parte nostra, continueremo ad essere al loro fianco e ci batteremo per cambiare il decreto 185 e per dare stabilità di lavoro alle imprese e ai lavoratori.


appalti nelle scuole e nelle caserme: la mobilitazione continua

29 Novembre, 2008

imagesCome vi avevo annunciato, si è svolto il 28 novembre scorso il previsto incontro tra il Sottosegretario all’istruzione Pizza e una delegazione dei sindacati di categoria e dei lavoratori ex LSU relativamente alle questioni connesse ai tagli di bilancio che interrompono gli appalti per le pulizia nelle scuole e nelle caserme. Per quanto riguarda la scuola, il problema investe circa 15 mila persone, per le quali il Sottosegretario ha annunciato che sono già state avviate le procedure di mobilità. Poiché,  nonostante le assicurazioni del Sottosegretario, che farà tutto il possibile affinché la questione si risolva al più presto, l’incontro non ha portato ad alcuna soluzione. E’ stato perciò riconvocato un altro incontro per il 3 dicembre. Per quanto riguarda invece gli 8 mila lavoratori che offrono servizi di pulizia nelle caserme, ha avuto luogo un altro incontro presso il Ministero della difesa, il 27 novembre, proprio per affrontare il problema dei tagli di personale previsti dal governo, che in alcuni casi potrebbero ammontare anche al 50%. In questo incontro, hanno purtroppo trovato conferma le preoccupazioni dei migliaia di lavoratori che da anni prestano servizio presso le sedi dell’esercito. In risposta a queste manovre, le organizzazioni sindacali di categoria hanno indetto una manifestazione-presidio sotto lo stesso Ministero presieduto da Ignazio La Russa.


ecco come i tagli alla scuola cominciano a colpire le persone

27 Novembre, 2008

scuolaSi è svolta ieri mattina a Roma una manifestazione nazionale dei lavoratori ex lsu degli appalti del Ministero della pubblica istruzione. I tagli alla scuola, previsti dalla legge finanziaria, faranno perdere il lavoro a quasi 15 mila persone che svolgono servizi di pulizia negli edifici scolastici. Ho partecipato alla manifestazione e mi sono impegnato, a nome del gruppo Pd del Senato, a presentare un emendamento alla finanziaria. Oltre all’emendamento, con la Senatrice Ghedini abbiamo già depositato una interpellanza rivolta al Presidente del consiglio Berlusconi, ai Ministri Gelmini, La Russa e Tremonti, segnalando che nella finanziaria, attualmente all’esame del Senato, non si trova alcun riferimento al rifinanziamento delle attività svolte da questi lavoratori, né degli 8 mila addetti che operano negli appalti di pulizie nelle caserme delle diverse Armi del Ministero della difesa. I ministri dovranno rispondere e dire una parola chiara ai quasi 23 mila lavoratori giustamente preoccupati per il loro futuro, perché dall’1 gennaio 2009 rischiano il licenziamento. Intanto, un primo risultato si è ottenuto costringendo il Sottosegretario Pizza a un incontro fissato per domani.


la tragedia di Rivoli

24 Novembre, 2008

images12Come sapete mi occupo spesso di morti ed incidenti sul lavoro, mai avrei immaginato di trovarmi di fronte ad una tragedia che riguarda il lavoro di un giovane: lo studio. Quante volte ho detto che non è accettabile che un lavoratore esca di casa la mattina e non vi faccia più ritorno? Ora, cosa posso dire di fronte alla morte di un ragazzo e la gravità delle condizioni di un altro giovane, che una mattina entrano in una scuola di un paese civile, una potenza industriale nel mondo e si trovano seppelliti dalle macerie di un soffitto della classe e colpiti da una sbarra di ghisa “dimenticata” anni fa in quel contro-soffitto? Dove si possono trovare le parole per parlare ai genitori di quei ragazzi? Come si fa a spiegare a milioni di famiglie che il 50% delle scuole italiane non è a norma e che quel che è successo, potrebbe risuccedere in una scuola su due? Francamente non mi viene neppure di spiegare che il Governo ha tagliato le risorse, per altro scarsissime, destinate a questo fine. Ne che proprio ieri ho incontrato il Sindaco Scheggi di  Cinigiano che mi spigava che le quattro scuole del suo Comune sono state tutte messe in sicurezza, grazie ai fondi sulla legge 23 che riguarda l’edilizia scolastica, col che dimostrando che in alcune situazioni qualche cosa si poteva fare. No! Per questa tragedia, in queste ore, c’è solo il silenzio.

 


attacchi squadristi a sedi Cgil

13 Novembre, 2008

I fatti di oggi culminati con il tentativo di occupare la sede nazionale della Federazione lavoratori della conoscenza della cgil è un fatto molto grave. La giovane età di chi ha messo in atto queste azioni non li derubrica certo dalla definizione di squadrismo. Per tornare a episodi simili bisogna infatti andare indietro nella storia, al ventennio fascista. Riflettano costoro sulla portata delle loro azioni e sappiano di assumersi la responsabilità di fomentare un clima assai pericoloso. Domani ci sarà una imponente manifestazione e nessuno può pensare di disturbarla in alcun modo. Anche le forze dell’ordine devono operare per garantire il libero e democratico diritto di manifestare.

 


maggioranza costretta a ritirare la norma taglia-scuole

6 Novembre, 2008

images3La maggioranza è stata costretta a ritirare la norma sul commissariamento per le regioni che entro il 30 novembre non avessero ottemperato all’obbligo di chiusura delle scuole con meno di un certo numero di alunni.

E’ una norma che è stata al centro del grande movimento in atto nel paese contro i tagli alla scuola. Norma che non era contenuta nel decreto Gelmini, bensì nel decreto in discussione in queste ore al Senato per il contenimento della spesa sanitaria e degli enti locali. E’ una grande vittoria della battaglia che abbiamo condotto qui al Senato. Direi la prima dall’inizio della legislatura. E’ sicuramente anche sintomo di difficoltà nello schieramento di maggioranza emerse su tutta questa vicenda in questi giorni e che si sono appalesate chiaramente su questa norma. Ma è, soprattutto, la prima vittoria del grande movimento di lotta che si è aperta nel paese sulla scuola, l’università, la loro qualità, il futuro delle giovani generazioni.

La mobilitazione di piazza, la battaglia parlamentare dell’opposizione, del nostro Partito in particolare, dimostrano la loro efficacia e la concreta possibilità di realizzare i successi che ci si prefigge.