Sono medici non spie

2 Febbraio, 2009

imagesDavanti Montecitorio Msf Italia ha dato vita ad una fiaccolata di protesta contro la vergognosa legge secondo la quale i medici dovranno denunciare i clandestini che avranno bisogno delle loro cure, se non vorranno incorrere nel reato (ex art. 362 cod. pen.) di omessa o ritardata denuncia.

“Un ordine del genere creerebbe paura ed ostilità”, spiega Kostas Moschochoritis, direttore generale di Medici senza frontiere. “La diffidenza peggiorerebbe con la paura dei clandestini di essere denunciati”.

Per gli uomini della Lega che questa barbarica legge hanno pensato, scritto e imposto infatti, i medici dovrebbero leggere la norma ricordando che “l’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio dello Stato” è diventato un reato procedibile d’ufficio (art. 19 delle nuove leggi sulla sicurezza). E dunque impone dei precisi comportamenti al pubblico ufficiale, come deve essere considerato un medico che assolve a un pubblico servizio.

Ieri, era fatto divieto esplicito di denuncia ai medici.  Oggi, se dovesse passare anche il vaglio della Camera la denuncia non è un obbligo. E’ soltanto una possibilità: il medico potrà comportarsi secondo coscienza. Ma conviene ascoltare, con molta attenzione, i senatori della Lega: dopo tutto siamo ai tempi delle ronde.


difendiamo il diritto universale alla salute per tutti

27 Novembre, 2008

Gravissima è la volontà del governo di imporre al medico curante di segnalare se il paziente è un irregolare. Se è clandestino deve essere segnalato per la sua situazione di clandestinità ed espulso. Questa volontà è contenuta in due emendamenti depositati da alcuni senatori della lega nord. E’ del tutto evidente l’estrema gravità della proposta di abrogare le norme attuali che prevedono che l’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme del soggiorno, non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano. Con questi deliranti emendamenti si metterebbe, perciò, in serio pericolo l’accesso alle cure mediche, violando il principio universale del diritto alla salute affermato con forza dall’art. 32 della nostra Carta costituzionale che (parlando di “individuo” e non di “cittadino”) non subordina al possesso di alcun requisito il riconoscimento del diritto alla salute. Ecco, un altro fronte – l’ennesimo – di battaglia parlamentare e di lotta nel paese da condurre con fermezza e forza.


cancellata l’intramoenia negli ospedali pubblici

11 Novembre, 2008

Vi parlo di una vicenda che ha avuto scarsa eco sugli organi di stampa, ma che ha un grande interesse per i cittadini che si ammalano e si rivolgano a medici ospedalieri per essere visitati privatamente. Tale visita dovrebbe svolgersi  entro le mura, la cosiddetta intramoenia, dell’ospedale e sottoposta al regime amministrativo della struttura pubblica. Per ragioni che sarebbe troppo lungo spiegare – ne cito solo due: una politica, rappresentata dai ritardi nella predisposizione di spazi idonei nelle strutture ospedaliere; l’altra corporativa, rappresentata dal fatto che parte dei medici ha sempre mal digerito che tale attività avvenisse negli ospedali e non invece in studi o cliniche private. Per farla breve la seconda ragione (corporativa) ha trascinato la prima (politica). E così da dieci anni si è andati avanti con proroghe annuali all’entrata in vigore della norma, fino all’anno scorso quando il Ministro Turco decide – supportata dalla Cgil, che dell’intramoenia ne aveva fatto una battaglia a tutto tondo e da esponenti della politica e della scienza quali Ignazio Marino e Umberto Veronesi, ma non senza contrasti emersi, più o meno esplicitamente, da più parti – di fissare ultimativamente al 1 febbraio 2009 la data entro cui i Direttori generali delle strutture pubbliche avrebbero dovuto predisporre gli spazi negli ospedali e realizzare compiutamente l’intramoenia. Bene. Cosa fa il centro destra, per altro di soppiatto? Presenta in Senato un emendamento al decreto sugli Enti locali, col quale si cancella la norma Turco e si rinvia per quattro anni, cioè per sempre, l’obbligo per le aziende di far rientrare nelle loro strutture i medici che fanno libera professione all’esterno degli ospedali. Come ha detto in Aula Ignazio Marino “ la maggioranza ha mandato un messaggio chiaro. Non ci sarà alcun controllo e nessuna verifica sull’attività libero professionale “ con buona pace dei pazienti che continueranno ad essere usati, curati male e a pagare in nero le prestazioni. Ecco un’altra pagina della vita di questa maggioranza che forse colpisce meno, ma al pari di altre rappresenta una vera schifezza.  

Sono stato in prima linea in questi ultimi anni nella battaglia per l’intramoenia e non mi rassegnerò certo oggi di fronte a questa banditesca operazione della destra.


interrogazione su Fondazione Onaosi

5 Agosto, 2008

Ho presentato un’interrogazione  al Ministro del lavoro perché il sindacato dei medici della Cgil mi ha segnalato le modalità di costruzione degli organismi direttivi ed il numero dei suoi componenti della Fondazione Onaosi. Questa Fondazione, sconosciuta ai più, è invece molto nota fra i medici dipendenti del servizio sanitario nazionale di tutte le generazioni, poiché sono obbligatoriamente ad essa iscritti, pagandone un contributo mensile. L’Onaosi è l’Opera nazionale per l’assistenza dei sanitari italiani che gestisce varie forme di assistenza agli iscritti e ai loro familiari. Se siete interessati potrete leggere il testo dell’interrogazione. Qui mi preme sottolineare la ragione che mi ha spinto a presentare l’interrogazione e cioè se il Ministro considera normale che si compongano in modo cosi pleonastico organismi di una Fondazione come questa, ben al di là di come normalmente avviene in casi simili; che i costi conseguenti siano pertanto superiori al dovuto; che la rappresentatività degli organismi stessi sia così discutibile. Domando, quindi, se in momenti come questi di crociata del Ministro Brunetta verso il pubblico impiego, il governo non abbia niente da dire su una vicenda penosa come questa. 


Una scheda e un commento a proposito di sanità

25 Marzo, 2008

Stefano Cecconi ha predisposto una scheda sul tema sanità, in particolare sul tema del finanziamento,  dell’organizzazione e dell’efficacia del Sistema Sanitario Nazionale. Stefano – che è Responsabile delle Politiche della Salute della Cgil nazionale e che ringrazio moltissimo per questo lavoro – ha poi scritto un commento  su  come il programma del PD affronta  la questione della sanità. Nel commento vi sono spunti e osservazioni molto serie su cui  mi piacerebbe si aprisse un dibattito al quale conto di partecipare anch’io.