L’assemblea nazionale del Pd eletta alle primarie si è riunita per la prima volta sabato scorso per gli adempimenti previsti dallo statuto. In primis, la ratifica dell’elezione di Pierluigi Bersani. Poi, l’elezione del Presidente nella persona di Rosy Bindi e di due vice presidenti, Marina Sereni e Ivan Scalfarotto, espressioni delle tre mozioni congressuali. Poi ancora, il discorso del Segretario, l’elezione della Direzione, nella quale anch’io sono stato eletto. E’ per me la prima volta che partecipo elettivamente ad un organismo di direzione di un partito, in quanto le responsabilità che ho ricoperto, per qualche decennio, in Cgil mi hanno sempre impedito – a causa della famosa e giusta norma sull’incompatibilità fra responsabilità sindacali e organi di direzione di partito di secondo livello (per intenderci quelli non diretta emanazione congressuale) – di farne parte. Confesso un po’ di emozione.
La prima riunione dell’Assemblea del Pd
12 Novembre, 200910 novembre 2009: sono quindici giorni che non scrivo post…
10 Novembre, 2009In questo periodo, a livello politico, per il Pd sono successe cose molto importanti (primarie, elezione di Pierluigi Bersani a Segretario e prima convocazione dell’Assemblea nazionale). Nell’attività parlamentare il Senato si è occupato degli infortuni sul lavoro, della vicenda della morte di Stefano Cucchi, del decreto ormai noto come quello che privatizza l’acqua, del bilancio dello Stato e, da oggi, della legge finanziaria. Mi scuso di questa “interruzione” di comunicazione con voi; proverò di seguito a colmare la lacuna. E INTANTO, MENTRE MI ACCINGO A SCRIVERE, LE AGENZIE RIPORTANO LA NOTIZIA DELL’IRRUZIONE DI QUESTA MATTINA ALL’ALBA DELL’EX AMMINISTRATORE DELEGATO DELLA SOCIETÀ EUTELIA, SAMUELE LANDI, ALL’INTERNO DEGLI STABILIMENTI DI ROMA DA GIORNI PRESIDIATI DAI LAVORATORI IN AGITAZIONE. E’ un episodio di inaudita gravità che, peraltro, dà il segno della qualità del vertice della Società e sul quale la magistratura è chiamata ad indagare, e che chiama in causa il governo e il Ministro del lavoro, affinché si convochi urgentemente un tavolo di confronto sul futuro industriale e occupazionale di Eutelia Agile e anche per scongiurare ulteriori escalation di tensione e violenza.
Oltre tre milioni di cittadini alle primarie: Pierluigi Bersani Segretario del Pd
10 Novembre, 2009
Si è fatto un gran discutere, nella prima parte di questo lungo iter congressuale, sulle primarie, sul loro valore reale, sul fatto se fosse corretto o meno che un segretario di un partito fosse eletto non dai soli iscritti, ma anche dagli elettori, ecc. Il 25 ottobre, con la straordinaria partecipazione di popolo al voto sul segretario del Pd e per la costituzione dell’Assemblea nazionale, che rappresenta il primo organo di direzione del Partito, mette fine (almeno spero!) a qualsiasi riaffacciarsi della “discettazione” sul tema primarie. Mi pare si possa, infatti, dire che dopo la straordinaria vicenda delle primarie 2007 queste ultime segnino un punto di non ritorno sulla partecipazione degli elettori alla scelta del segretario del Partito che si candida ad essere alternativa di governo. Questo quindi è il primo grande fatto di quella giornata. Il secondo è il messaggio politico chiaro e fortissimo che quei milioni di cittadini hanno voluto dare alla maggioranza di governo e al suo Presidente. Vale a dire che essi rappresentano tanti altri che non si rassegnano all’attacco che egli porta e al fastidio che prova nei confronti delle istituzioni, siano esse il Presidente della Repubblica, o la Corte Costituzionale, oppure ancora il Parlamento, o la Magistratura, alla continua volontà di legiferare in funzione dei propri interessi personali e per sfuggire alla giustizia, allo spettacolo che egli dà con i suoi comportamenti e la cultura che essi esprimono e trasmettono, specie nei confronti delle donne e a tanto altro ancora. In sintesi, quella domenica ha dimostrato che un’opposizione c’è, ha seguito, consenso; che le condizione per un’alternativa credibile vi sono, basta continuare con grande lena nel lavoro. Il terzo, è la maggioranza assoluta dei voti che Pierluigi Bersani ha ottenuto, diventando perciò segretario del Partito senza passare dal ballottaggio nell’assemblea nazionale. Dico questo perché penso che quell’ipotesi avrebbe lasciato spazio a vecchie logiche fatte di accordi di potere che, inevitabilmente, avrebbero indebolito la forza del segretario. Tra parentesi: a mio giudizio lo Statuto dovrebbe essere, a questo proposito, modificato in modo che la selezione dei candidati, operata fra gli iscritti nella prima parte del Congresso, porti ad individuare solo due candidati da sottoporre alle primarie. Come vi è noto ho sostenuto Dario Franceschini e ho lavorato perché potesse diventare Segretario. L’ho fatto convinto che la sua proposta politica, la sua idea di partito, le risposte ai nodi sui quali le mozioni marcavano diversità per nulla marginali e di cui ho avuto modo di parlarvi (vocazione maggioritaria e politica delle alleanze) delineassero un partito riformista in linea con l’ispirazione per la quale è nato. Le primarie hanno attribuito un consenso importante a Dario, ma premiato la proposta politica di Bersani. Pier Luigi è il nuovo Segretario del Pd. E lo è, davvero, di tutto il Partito. Con totale lealtà potrà contare sul mio contributo e impegno.
Il 25 ottobre è una giornata importante per la democrazia
20 Ottobre, 2009
Ultimi giorni prima del 25 ottobre. Franceschini sta facendo una bella campagna elettorale su e giù per il Paese. Domenica eravamo a Cagliari ed Oristano, con Francesca Barracciu – l’ottima candidata a segretaria regionale. Tante persone ad ascoltare, molto convinte delle argomentazioni del Segretario e della prospettiva politica per la Sardegna indicata dalla Barracciu. Anche i candidati – davvero il meglio della bella politica che le mozioni di Dario e Francesca propugnano – sono pronti al rush finale. In Sardegna, come nel resto d’Italia, si può e si deve vincere per rilanciare il progetto del Pd e, per questa via, rendere credibile l’alternativa a Berlusconi. Dovremo impegnarci tutti in questi giorni per evitare che si torni indietro. Dovremo chiedere con forza al popolo delle primarie di tornare alle urne, come il 14 ottobre di due anni fa, o di tornare protagonista come il 25 ottobre dell’anno scorso al Circo Massimo. Di riprendersi questo Partito, di difendere le primarie, di rendere credibile e vincente l’esistenza anche in Italia di un grande partito riformista di centrosinistra, in grado di conquistare il voto che è andato al campo avverso e di rappresentare, anche per la dimensione del suo consenso, il perno di una nuova alleanza in grado di battere lo schieramento di centrodestra. In gioco domenica c’è molto e la partecipazione farà la differenza nell’elezione del segretario, ma anche nel dire a Berlusconi che il popolo del Pd è in campo contro le sue politiche presenti e quelle che minaccia per il futuro, a baluardo della Costituzione e del rispetto per le Istituzioni, Corte costituzionale e Presidente della Repubblica in primis.
La convenzione nazionale del Pd
13 Ottobre, 2009
Ho partecipato domenica alla Convenzione del Pd. Tante persone, discorsi importanti dei candidati, avvio della campagna delle primarie. Una marcia di 14 giorni che ci porterà a concludere un lungo iter congressuale e ad eleggere il Segretario del Pd, ne sono certo, con milioni di elettori che andranno ai seggi a votare. L’appuntamento di domenica, totalmente inutile ai fini per il quale era stato pensato nel nostro statuto – vista la coincidenza numerica dei candidati a quelli che la Convenzione avrebbe dovuto selezionare per sottoporre al voto degli elettori – non è stato dannoso. Lo dico perché le cose inutili spesso diventano dannose. Così non è stato, salvo che si ritenga dannosa – come mi sembra di leggere in alcuni commenti – una polemica, anche diretta e personale (naturale in un competizione politica-programmatica, ma anche fra persone e sopratutto in un partito aperto) che discute guardandosi in faccia e non solo al riparo delle pagine dei giornali. Certo, chi viene da una storia comunista, come il sottoscritto, fatta di confronti pubblici ovattati, spesso occultanti uno scontro aperto e pesante riservato alle sole segrete stanze, può stupirsi e forse scandalizzarsi. Legittimo tale stupore se è riferito ad una democratica o ad un democratico che non ha accesso ai media. Insopportabile in chi tutti i giorni può tirare bordate anche personali sui giornali. Comunque, tornando alla Convenzione e alla sua utilità, vi assicuro che a Dario è risultata UTILISSIMA! Gran discorso, senza ombra di dubbio.
Appello per Franceschini……..
7 Ottobre, 2009Se anche tu pensi… che l’identità dei progressisti nel 2000 sarà Democratica, cioè quella dei partiti che hanno vinto le elezioni e stanno governando gli USA, l’India, il Brasile e il Giappone; ti riconosci nella leadership mondiale di Obama e desideri la creazione di una grande Internazionale Democratica, capace di misurarsi efficacemente coi problemi globali, dalla affermazione della democrazia e della pace fino alla lotta al riscaldamento globale…
Se anche tu pensi… che l’offerta politica del Partito Democratico debba essere prioritariamente orientata al mutamento dei rapporti di forza nella società, alla conquista di nuovi voti come premessa e condizione indispensabile della conquista di nuovi partiti alleati; perché il nostro obiettivo non è solo quello di andare al governo, ma quello di cambiare l’Italia, in nome dei nostri valori e degli interessi sociali rappresentati dalla alleanza tra meriti e bisogni..
Se anche tu pensi… che il Partito Democratico non può delegare ad un improbabile partito “di centro” la conquista di quei nuovi consensi che possono fare del centrosinistra italiano una coalizione capace di governare stabilmente e di cambiare l’Italia…
Se anche tu pensi… che il Partito Democratico debba adoperarsi per rafforzare la novità emersa dal voto delle ultime Politiche, cioè il bipolarismo tra coalizioni organizzate attorno a due grandi partiti, ciascuno egemone nel proprio campo…
Se anche tu pensi… che Berlusconi dovrà essere cacciato dal Governo dal voto libero e consapevole degli italiani, non da colpi di mano parlamentari e da manovre di Palazzo…
Se anche tu pensi… che il Partito Democratico sia entrato in crisi – dopo la straordinaria stagione inaugurata dal discorso del Lingotto – non perché ha scommesso sul cambiamento del tradizionale modo di fare politica e di essere partito, ma per la ragione opposta: essersi rinchiuso nella mediazione interna tra le correnti dei vecchi partiti ed avere disperso l’ambizione a rappresentare sempre le esigenze della maggioranza del popolo…
Se anche tu pensi… che il Partito Democratico non può vivere senza il lavoro quotidiano degli iscritti, ma non può vincere se non riconosce a tutti gli elettori più attivi il diritto di partecipare a prendere le decisioni fondamentali: linea politico-programmatica e leader nazionale, da contrapporre alla proposta del centrodestra…
Se anche tu pensi… che, nel governo locale, il Partito Democratico deve esplicitamente proporsi di operare una rottura di continuità con metodi, persone e scelte che – in settori decisivi per la qualità sociale (sanità, rifiuti, acqua) – inducono molti cittadini ad accomunarci alla destra in un giudizio negativo (siete tutti uguali)…
…Vieni a votare per il Segretario del Partito Democratico,
il 25 ottobre prossimo, e scegli Dario Franceschini.
Le proposte del PD Abruzzo sul terremoto de L’Aquila
9 Aprile, 2009
Segnalo il documento con le proposte della Segreteria regionale e del Gruppo consiliare PD sul tragico terremoto che ha colpito l’Abruzzo.
Squilibrio permanente
31 Marzo, 2009
Berlusconi domenica scorsa, parlando dal podio del congresso del popolo delle liberà, ha chiesto maggiore potere per sé stesso senza dare nessuna risposta a come risolvere i problemi della crisi. Insomma una musica già sentita condita con vecchi slogan e agitando vecchie paure. A sentire il povero Silvio, il nostro Presidente sarebbe privo di poteri; legato dai lacci e lacciuoli delle prerogative Costituzionali e paralizzato dalla burocrazia della macchina statale.
Nell’imminenza di capire di quale portata sia la devastante idea di riforma costituzionale che Berlusconi ha in mente, ieri Franceschini ha mostrato in conferenza stampa come i telegiornali Mediaset – nei primi 26 giorni di marzo – abbiano utilizzato due pesi e due misure nell’attribuire i tempi di parola: Governo e maggioranza 76,9 % del tempo; tutta la restante opposizione (PD, IDV, UDC, RC e altri) 23%; gli altri spiccioli.
Nel particolare se prendiamo il minutaggio assegnato al capo del governo ed al leader dell’opposizione potremo notare come al primo vengono assegnati 2943 secondi (poco più dell’88%) ed al segretario del PD 395 (poco meno del 12%).
Da qualsiasi punto la si guardi finisce sempre tanto a poco. A questo punto perché non promuovere dei dibattiti pubblici in cui sottoporsi alle domande delle persone?
Un contributo di solidarietà
11 Marzo, 2009
La proposta di Dario Franceschini di introdurre un contributo di solidarieta’ ‘una tantum’ a carico dei redditi oltre i 120 mila euro va nella direzione giusta. E’ una proposta concreta ed importante, che e’ possibile mettere in atto subito e che fa il paio con la proposta di un assegno mensile per chi perde il lavoro e non e’ coperto da ammortizzatori sociali.
Inoltre il contributo di solidarità e’ una misura significativa anche sul piano etico. In un momento di crisi il sostegno dei piu’ abbienti ai piu’ deboli e’ un atto di solidarieta’ sociale indispensabile e ineludibile.
E sono felice che il ministro Bossi lo abbia compreso e mi auguro che anche il Pdl arrivi a condividere la nostra proposta.
Pubblicato da achillepas
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