Racconto del 25 ottobre: la mattina presto……(parte prima)

26 Ottobre, 2008

Giornata complicata quella di sabato. Piena di ansia, non tanto sulla partecipazione – quella era nell’aria da giorni, seppur non ipotizzabile in quella dimensioni – quanto per il funzionamento di tutta la macchina organizzativa. Da giorni noi della task force di Via Sant’Andrea delle Fratte, sede del Pd, lavoriamo soprattutto ai dettagli, visto che il grosso – ideazione e organizzazione della partecipazione – ormai è fatto. Sulla carta tutto dovrebbe funzionare almeno sufficientemente. Ma i due, tre giorni prima dell’evento sono pesantissimi: ti prende un’ansia che ti toglie il sonno. E’ proprio di notte che, almeno a me, tornano in mente, a mo’ di incubo, le cose che ti sei scordato di fare e, la notte della vigilia, quelle migliaia di persone che già sono in viaggio. Ti svegli e… addio sonno! Ecco quindi, spiegato l’arrivo al Circo Massimo appena dopo le 5. Mi accoglie una leggera pioggerella, di quelle che rischiano di durare a lungo. Bel colpo, questa ci mancava! Eppure le previsioni erano buone…  Percorro tutta via dei Cerchi, per vedere dall’alto a che punto è il montaggio delle strutture: soliti ritardi tipici delle ore che precedono l’evento. Arrivano anche Sara e Domenico, anche loro parecchio agitati: è ancora buio. È presto per scendere nel ”catino”; ci ripariamo – nessuno ha portato l’ombrello – sotto la tettoietta di un ristorante. Domenico mi chiede se ho mai visitato la chiesa, aperta tutta la notte, di piazza di Santa Anastasia. Rispondo di no e, come un flash, mi torna in mente quando, poche settimane prima della grandiosa manifestazione della Cgil del 23 marzo 2002, con Sergio Cofferati ed altri dirigenti del sindacato, andammo a Barcellona per partecipare ad un congresso internazionale e, in un tardo pomeriggio al termine dei lavori della giornata, andammo a visitare la Cattedrale. Bellissima! All’improvviso – la faccio breve, non mi pare il caso di romanzarla – il discorso torna, come spessissimo accadeva in quei giorni, alla prossima manifestazione e alle previsioni sulla sua riuscita. A quel punto qualcuno dice: “potremmo accendere un cero”. A quale Santo? Domando. E Sergio risponde che, a quel punto, conveniva accenderlo ad uno assai conservatore. Scegliemmo, perciò, San Ignazio di Layola. Racconto ai ragazzi l’episodio e… entriamo in Chiesa.


……Treni, pullman, auto si avvicinano alla Capitale (parte seconda)

26 Ottobre, 2008

………I lavori si protrarranno fino a ridosso dell’inizio. Ma non siamo preoccupati. Smette di piovere appena schiarisce.  Arrivano i primi treni e le navi; cominciano a vedersi – così mi dicono – persone a spasso per la città. I manifestanti si riconoscono sempre a vista d’occhio. Alcuni si affacciano,incuriositi, anche al Circo Massimo, si appoggiano alla transenne e osservano i lavori. Ore frenetiche, piene di imprevisti, per fortuna abbastanza piccoli, ma pur sempre assai fastidiosi. Siamo in collegamento telefonico con tutti i treni speciali. Quello di Varese porta un forte ritardo. Addirittura, ad un certo punto, si ritrova – cosi mi dicono dal treno stesso – con le batterie scariche e con qualche conseguente legittima irritazione di chi vi sta sopra. Ci dicono che nell’area di servizio di Fiano Romano ci sono più di 20 pullman fermi e che si è formata una colonna che procede regolarmente verso il casello. Lo stesso vale per gli altri accessi autostradali della Capitale. Si vedono anche – altra notizia rassicurante – tante macchine che si avvicinano ai caselli. Un amico mi dice di essere salito su un treno normale e di non aver trovato posto a sedere. Sono tutti segnali di quella grande giornata che sarà.


………..il catino è stracolmo, iniziano gli interventi (parte terza)

26 Ottobre, 2008

……..Mentre il fiume di persone del corteo Ostiense entra nel catino e comincia a delineare il colpo d’occhio finale, compreso il riempimento della scoscesa (addio striscioni), le notizie dall’altro corteo sono entusiasmanti. Anche lì si è formata una testa “autonoma” che è già arrivata ai Fori imperiali, mentre quella ufficiale si trova ancora al primo semaforo di via Cavour. La coda poi, starà ferma in piazza della Repubblica ancora per un tempo lunghissimo. Il concerto è in pieno svolgimento. Il Circo è già pieno. Le bandiere del Pd – ne abbiamo distribuite 20000 – colorano tutto lo spazio. Ormai è chiarissimo che siamo in presenza di una giornata che passerà alla storia. Comincio ad essere in ansia per i tempi: c’è la diretta Rai e non possiamo “sforare” con il discorso di Veltroni. Bisogna accelerare il corteo e, soprattutto, l’arrivo del Segretario (lo avviso) per poter cominciare la parte politica della manifestazione; il concerto, infatti, sta per finire. Do un’occhiata al catino – noi stazioniamo in un gazebo dietro il palco e, quindi, non vediamo quasi nulla – e rispetto alla volta precedente che mi ero affacciato (poco più di mezz’ora) le persone sono raddoppiate e ancora la coda del corteo Ostiense è lontana. Il corteo dell’Esedra è entrato, seppur in minima parte. Torno al gazebo e vedo arrivare Walter. Ci incrociamo. Un lungo abbraccio. Non c’è bisogno di dirci nulla. Lui si avvia verso il palco ed io torno alla nostra postazione dove dalla mattina alle 6,30 Alessandra, Rita, Sara, Stefano e Paola (che mi segue e insegue da tutte le parti e risolve un mare di problemi), stanno facendo un lavoro di raccordo preziosissimo. Ogni tanto, anche loro, a turno, “scappano” a vedere il catino. Iniziano gli interventi, tra mezz’ora toccherà al Segretario. Il catino è stracolmo e non potrà – è evidente – contenere tutti.     


… “Un’altra Italia è possibile! La faremo insieme” (parte quarta)

26 Ottobre, 2008

Tocca al Segretario! Mollo tutto e vado vicino (non molto) alla pedanina dalla quale parlerà. E’ una sorpresa per tanti che erano lì, anche se qualche giornale aveva già dato la notizia. Per la prima volta, almeno in Italia, in un comizio di piazza non si usa il palco tradizionale: l’oratore è vicino a chi lo ascolta, sta in mezzo a loro. C’era attesa sul gradimento di questa scelta. Come tutte le innovazioni non si sa mai come possano essere accolte. La reazione è ottima. Che il Segretario parli stando in mezzo al suo popolo, piace alle democratiche e ai democratici. Ascolto, frase dopo frase, un discorso importante, efficace e che parla alla testa e al cuore di chi lo scolta. Credo di avere un “orecchio” allenato ai comizi, avendone ascoltati tanti e fatti alcuni. E’ già di per sé assai difficile parlare in una grande piazza, figuriamoci in un Circo Massimo straripante. Ed in più questo è un discorso indubbiamente impegnativo, atteso moltissimo da chi sta nel catino, da chi guarda a casa la tv, da tutta la politica italiana e, senza retorica, dal paese intero. Difficile, quindi, ma, fin dalle prime battute, bello. Lo interrompono con applausi un numero infinito di volte. Ho provato a contarle, ma poi ho lasciato perdere. In ultimo, sempre il mio orecchio e anche l’orologio mi dicono che sta per finire. Ecco: “Un’altra Italia è possibile.! La faremo insieme!” Finito. Parte l’inno di Mameli. Le bandiere sventolano tutte. Mi si accappona la pelle, canto a squarciagola, applaudo fino a farmi male. Sono felice. Ai miei nipoti potrò dire, con orgoglio, “c’ero anch’io!”        


…….e infine (parte quinta)

26 Ottobre, 2008

a Alberto, Alessandra, Andrea, Antonella, Antonella, Bruno, Claudio,  Davide, Domenico, Donato, Emiliano, Federico, Francesco, Francesco, Giovanni, Giuseppe, Goffredo, Guido, Lino, Fabio, Luca, Luigi, Marco , Marco, Mario, Massimiliano, Nico, Paola, Paola , Paolo, Patrizia,  Pierdomenico, Rita, Riccardo, Roberto, Roberto,  Sara, Stefano, Tatiana, Vanio, Vinicio, Walter, Donata, Bartolomea.

 

Piano piano se ne vanno tutti. Il catino si svuota, il retropalco pure. Restiamo ancora noi del gazebo. Paola vuole una foto di noi sulla pedanina. Gli allestitori hanno già iniziato a smontare: dobbiamo sbrigarci. Ale vuole fotografare in gruppo e singolarmente “quelli del gazebo”. Siamo felici. E’ andato tutto bene. Ora la stanchezza comincia a farsi sentire. E’ finita una giornata memorabile. Per la terza volta ho lavorato ad una manifestazione oceanica durante i governi Berlusconi: 12 novembre 1994, contro-riforma delle pensioni (vicenda finita con la sconfitta del governo); 23 marzo 2002, attacco all’articolo 18 (vicenda finita con la sconfitta del governo); 25 ottobre 2008…. Ho avuto la fortuna di far parte di un gruppo che ha lavorato benissimo. Amiche e amici, alcuni di vecchia data, altri che ho incontrato per la prima volta. Grazie a tutti e a tutte. Un abbraccio a Domenico.   


Orgoglioso di aver lavorato alla riuscita della manifestazione di sabato

25 Ottobre, 2008

Tranne che per dare la tristissima notizia della scomparsa di Vittorio Foa, un padre della Cgil e del sindacalismo confederale del dopoguerra è dal 18 ottobre che non scrivo una riga sul blog. La ragione non è personale – non mi sono ammalato, né mi è passata la voglia di tenere con voi questo dialogo, tutt’altro – bensì è legata all’impegno che mi sono assunto di lavorare alla riuscita della manifestazione del 25 ottobre. Non ve ne ho parlato prima, forse per ragioni scaramantiche, ma dall’inizio di luglio, con tanti amici e compagni della Direzione nazionale del Pd e di tutte le regioni e province, ho dato il mio contributo alla realizzazione della manifestazione. Questo ha comportato, negli ultimi dieci giorni, un impegno pressoché  esclusivo. La stessa attività parlamentare, infatti, a cui tengo moltissimo, si è limitata a partecipare alle votazioni  in Aula e la cura del blog, addirittura, sospesa. Data questa spiegazione del mio silenzio, lasciatemi dire che è stata un’esperienza straordinaria, che sono orgoglioso di aver vissuto e che mi ha commosso. Lo spettacolo di quelle migliaia di bandiere del Pd che sventolavano al Circo Massimo mi ha stretto un nodo in gola. Sono felice. Un giorno indimenticabile.