Un altro decreto che non fa del bene….

16 Luglio, 2008

Ieri abbiamo (meglio dire: hanno) approvato un ennesimo decreto legge. Questa volta si tratta del n. 97, un insieme di disposizioni in materia di monitoraggio e trasparenza della spesa pubblica e di fisco. Cose difficili da spiegare e che non “scaldano” i cuori della stragrande maggioranza dei cittadini, ma che incidono comunque su persone e imprese, su scelte di politica economica e sulla macchina pubblica. E’ un provvedimento che tratta, quindi, più cose. Vorrei darvi conto di tre questioni lì trattate. La prima riguarda il sostanziale svuotamento del credito d’imposta, cosa che penalizza gli investimenti delle aziende nel mezzogiorno e, per questa via, in particolare il sud, ma anche l’intero paese, la sua capacità di crescita e di sviluppo. Si cancella uno strumento che ha dimostrato la sua efficacia e si reintroduce, sostanzialmente, un vecchio pallino di Tremonti (2002) che ha già dimostrato la inadeguatezza, poiché basato su un tetto di spesa annuale, su un sistema a rubinetto che impone limiti alla fruizione dei benefici, comporta oneri burocratici e spese per le imprese che vogliano accedervi e, infine, che determina una pesante ingerenza politico-amministrativa nelle libere scelte delle imprese. La seconda riguarda la volontà del Governo di  smantellare alcuni strumenti di contrasto all’evasione e al lavoro nero. In che altro modo si spiegano, infatti, l’eliminazione della responsabilità  solidale del committente, con l’appaltatore, oppure l’attenuazione o il rinvio  degli adempimenti in materia di salute e sicurezza, testando qui le idee del Ministro del lavoro, di cui vi ho già ampiamente detto?  Infine, una vera e propria perla! Una “normetta” – qui si che qualche cuore si scalda – con la quale si toglie il tetto agli stipendi dei manager pubblici. Cioè, mentre il Governo, fissa l’inflazione programmata all’1,7%,  meno della metà di quella rilevata dall’Istat, per non parlare di quella percepita dai cittadini che fanno la spesa tutti i giorni, con le conseguenze nefaste per i salari, stipendi e pensioni dell’universo mondo, libera da ogni tetto la retribuzione – com’è noto, spesso “assai scarsa” - per alcuni che stanno già nelle grazie (o che si vuole “conquistare”) di chi governa. Che ne dite? Alice, un’amica, risponderebbe: n’ce se crede!