si sono approvati anche la Finanziaria

15 Dicembre, 2008

Giovedì sera la maggioranza ha approvato in Senato la Finanziaria 2009. Ho già avuto modo di parlarvi di questo documento che ho definito “al di fuori del tempo e dello spazio”, poiché non affronta nessuno dei nodi che ci consentirebbero di fronteggiare con un po’ di serenità in più la crisi drammatica che abbiamo di fronte. Nel post del 28 novembre scorso  ho avuto già modo di puntualizzare le nostre critiche e le nostre proposte alternative, cosa che ho fatto anche intervenendo in Aula il 9 dicembre scorso e che ha fatto anche il Sen. Morando che vi invito a leggere. Ovviamente di tali proposte non vi è alcuna traccia nel testo che la maggioranza ha approvato, confermando in questo modo che l’idea che il governo e la maggioranza che lo sostiene hanno del ruolo, della funzione e del dibattito parlamentare equivale a zero. Per essere onesti, una richiesta di modifica ce l’hanno approvata, cosa di cui sono particolarmente contento essendo tra i promotori di un apposito emendamento. Hanno accettato di ripristinare, seppur in una quantità ancora insoddisfacente, il Fondo per le Associazioni Partigiane che, inopinatamente, era stato azzerato nel testo originale della finanziaria. Una goccia politicamente rilevantissima, ma pur sempre una goccia.

 


il senato dice no al finanziamento in finanziaria per gli appalti nelle scuole e nelle caserme

11 Dicembre, 2008

images6Il governo ha bocciato il nostro emendamento alla Finanziaria che avrebbe sanato la situazione di 14.822 lavoratori delle imprese che svolgono servizi di pulizia negli edifici scolastici che, per colpa dei tagli alla scuola voluti dal governo Berlusconi, rischiano il licenziamento così come anche gli 8.000 addetti che operano negli appalti di pulizie nelle caserme delle diverse Armi del Ministero della Difesa”.  Come ricorderete è in corso una lotta dei sindacati ed ei lavoratori di cui vi ho già parlato e che continuerà fino alla positiva soluzione della conferma del lavoro. “E’ un fatto gravissimo il voto del senato. E’ la prima volta infatti che un parlamento vota sostanzialmente il licenziamento di circa 23 mila persone.  Soprattutto, quando tutti sanno infatti che ad una soluzione comunque si dovrà arrivare e che già il decreto185 è intervenuto a parzialissima soluzione del problema, mettendo a disposizione risorse che serviranno solo per retribuire questi lavoratori per altri due mesi. Si tratta, quindi , solo di un voto fatto a dispetto, in piena continuità con la indisponibilità ad accogliere le proposte dell’opposizione, anche quando appaiono francamente indiscutibili. Giusta quindi la prosecuzione della lotta dei lavoratori a partire dalla prossima manifestazione del 18 dicembre. Per parte nostra, continueremo ad essere al loro fianco e ci batteremo per cambiare il decreto 185 e per dare stabilità di lavoro alle imprese e ai lavoratori.


l’istat conferma la recessione

10 Dicembre, 2008

imagesI dati Istat del Terzo trimestre confermano che l’Italia è in recessione tecnica. In più l’Istat aggiunge il dato allarmante del calo della produzione del mese di ottobre che, rispetto a quello dei primi dodici mesi dell’anno, ci dice che siamo in presenza del peggior risultato degli ultimi sette anni. Se a questi dati aggiungiamo poi quelli assai preoccupanti delle ore di cassa integrazione, abbiamo conferma della portata della crisi già in atto e, ancor più, di quella che dovremo fronteggiare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Il paradosso è che stiamo votando, proprio in queste ore, una finanziaria che non si occupa di tutto ciò. Che non affronta la crisi. Che si disinteressa totalmente delle conseguenze di questi dati sull’economia reale e, in particolare, sulle persone che lavorano e sull’intero assetto produttivo. Personalmente sto vivendo nell’aula del Senato una situazione assolutamente al di fuori del tempo e dello spazio. Partecipo ad una discussione nella quale la condizione materiale di chi lavora e di chi sta in pensione viene tenuta dalla maggioranza rigorosamente fuori delle mura dell’aula stessa.


hanno approvato un ennesimo decreto…..questa volta riguarda l’Università

2 Dicembre, 2008

imagesVenerdì scorso la maggioranza ha votato il decreto sul diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca. L’errore più grave di questo decreto, oltre alla conferma del pesantissimo taglio di un miliardo e mezzo di euro previsto nella legge n. 133, sta nel fatto di non intervenire sui nodi strutturali dell’Università italiana. Come ha avuto modo di dire il Sen. Ceruti  le grandi modificazioni di questi anni della società e il grande bisogno di saperi, di conoscenza, di formazione, lo stesso aumento delle immatricolazioni, registrato negli ultimi dieci anni, che segna sicuramente una democratizzazione della cultura e dell’accesso all’alta cultura, impongono una riflessione strutturale sul nostro sistema universitario, sulla domanda e sulla offerta di formazione. Abbiamo, perciò, bisogno di un progetto di riforma radicale e sostanziale. Peccato che questo decreto non risponda assolutamente a questo bisogno, anzi rischi di produrre effetti contrari, poiché la manovra economica che il governo opera sul nostro sistema di formazione universitaria, può produrre addirittura un sostanziale ritrarsi dello Stato nei confronti dell’Università italiana. Qui perciò stanno le ragioni di fondo del nostro voto contrario.


appalti nelle scuole e nelle caserme: la mobilitazione continua

29 Novembre, 2008

imagesCome vi avevo annunciato, si è svolto il 28 novembre scorso il previsto incontro tra il Sottosegretario all’istruzione Pizza e una delegazione dei sindacati di categoria e dei lavoratori ex LSU relativamente alle questioni connesse ai tagli di bilancio che interrompono gli appalti per le pulizia nelle scuole e nelle caserme. Per quanto riguarda la scuola, il problema investe circa 15 mila persone, per le quali il Sottosegretario ha annunciato che sono già state avviate le procedure di mobilità. Poiché,  nonostante le assicurazioni del Sottosegretario, che farà tutto il possibile affinché la questione si risolva al più presto, l’incontro non ha portato ad alcuna soluzione. E’ stato perciò riconvocato un altro incontro per il 3 dicembre. Per quanto riguarda invece gli 8 mila lavoratori che offrono servizi di pulizia nelle caserme, ha avuto luogo un altro incontro presso il Ministero della difesa, il 27 novembre, proprio per affrontare il problema dei tagli di personale previsti dal governo, che in alcuni casi potrebbero ammontare anche al 50%. In questo incontro, hanno purtroppo trovato conferma le preoccupazioni dei migliaia di lavoratori che da anni prestano servizio presso le sedi dell’esercito. In risposta a queste manovre, le organizzazioni sindacali di categoria hanno indetto una manifestazione-presidio sotto lo stesso Ministero presieduto da Ignazio La Russa.


Finanziaria: in Commissione lavoro formalizzata la nostra contrarietà

28 Novembre, 2008

imagesGiovedì sono intervenuto in Commissione lavoro in occasione della conclusione del dibattito sul disegno di legge finanziaria 2009, per illustrare la posizione contraria del nostro Gruppo. Per una informazione più dettagliata sui contenuti del mio intervento, vi rimando al testo stenografico che nei prossimi giorni verrà pubblicato. In estrema sintesi, la contrarietà alla finanziaria si basa sul fatto che riteniamo la proposta del governo assolutamente inadeguata a fronteggiare la situazione, dispone di misure errate e non tiene conto della situazione internazionale che è densa di drammatiche difficoltà. Questa finanziaria è un provvedimento sostanzialmente al di fuori del tempo e dello spazio, poiché non intercetta e tanto meno risolve alcuni dei problemi che già esistono nell’economia italiana e che si acuiranno drammaticamente nelle prossime settimane. La manovra economico-finanziaria presentata dal governo non reca infatti alcuna incisiva misura destinata a sostenere il potere di acquisto di salari e pensioni, rinuncia ad intervenire sulla distribuzione dei redditi e sul sostegno alla domanda interna e risulta carente di interventi strutturali in materia di strumenti di protezione sociale, di stanziamenti per gli ammortizzatori sociali e di contrasto alla povertà. Su quest’ultimo tema, il governo fa ricorso a strumenti di stampo paternalistico, come la cosiddetta social card, prelevando risorse dal Fondo per le politiche sociali, o contraddittori, come la detassazione degli straordinari, ovvero sottraendo risorse ad altri obiettivi prioritari.

 


ecco come i tagli alla scuola cominciano a colpire le persone

27 Novembre, 2008

scuolaSi è svolta ieri mattina a Roma una manifestazione nazionale dei lavoratori ex lsu degli appalti del Ministero della pubblica istruzione. I tagli alla scuola, previsti dalla legge finanziaria, faranno perdere il lavoro a quasi 15 mila persone che svolgono servizi di pulizia negli edifici scolastici. Ho partecipato alla manifestazione e mi sono impegnato, a nome del gruppo Pd del Senato, a presentare un emendamento alla finanziaria. Oltre all’emendamento, con la Senatrice Ghedini abbiamo già depositato una interpellanza rivolta al Presidente del consiglio Berlusconi, ai Ministri Gelmini, La Russa e Tremonti, segnalando che nella finanziaria, attualmente all’esame del Senato, non si trova alcun riferimento al rifinanziamento delle attività svolte da questi lavoratori, né degli 8 mila addetti che operano negli appalti di pulizie nelle caserme delle diverse Armi del Ministero della difesa. I ministri dovranno rispondere e dire una parola chiara ai quasi 23 mila lavoratori giustamente preoccupati per il loro futuro, perché dall’1 gennaio 2009 rischiano il licenziamento. Intanto, un primo risultato si è ottenuto costringendo il Sottosegretario Pizza a un incontro fissato per domani.


inizia al Senato l’iter della Finanziaria

21 Novembre, 2008

images10Abbiamo iniziato l’iter di discussione della Finanziaria, che ci ha trasmesso la Camera. Per ora nelle Commissioni, poi in Aula. Martedì illustrerò alla Commissione lavoro, il parere di minoranza, sulle parti che attengono le nostre materie. Questo week end mi toccherà perciò studiare le carte e vi confesso che mi accingo a questo lavoro non propriamente pieno d’entusiasmo. Beh! Certo sono prevenuto, avendo seguito il dibattito alla Camera. Ma il punto vero è che siamo costretti a discutere di una Finanziaria che non c’entra nulla con la realtà della situazione del Paese e, tanto meno, con quella che ci troveremo di fronte l’anno prossimo, in virtù dei riflessi (uso un eufemismo) dello tsunami della crisi finanziaria mondiale, sull’economia reale. Epifani ieri ha parlato di “una valanga in arrivo”, con ciò, appropriatamente, intendendo una cosa all’inizio di dimensioni modeste, ma che cresce via, via, fino a travolgere molto di quel che incontra sul suo tragitto. Ed in questo “molto” non vi sono sole le strutture tradizionalmente più deboli del nostro assetto produttivo. Questa volta, verranno coinvolti territori forti, con insediamenti solidi, con un’occupazione stabile ed a livelli elevati, con un mercato del lavoro strutturato. Per intendersi, Epifani parla del Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia Romagna. I dati che fornisce, ancorché parziali, fotografano una realtà già sufficientemente grama. Ci parlano di 1338 aziende che hanno chiesto cassa integrazione, ordinaria e straordinaria e mobilità. E, ricordiamoci, siamo solo all’inizio! Ora, anche solo fermandosi a questa fotografia, una persona normale penserebbe necessario che il Governo intervenisse in vari modi e coprendo vari fronti. Per stare all’essenziale, le prime cose che vengono in mente riguardano forme di sostegno all’assetto produttivo, specie le piccole e piccolissime imprese che subiscono e subiranno per prime gli effetti della “valanga”; un sistema forte ed universale di tutele a chi temporaneamente o peggio, si troverà a misurarsi con la crisi del proprio posto di lavoro; un sostegno alla domanda interna. Tradotto significa, innanzitutto, favorire l’accesso al credito per le imprese; ammortizzatori sociali degni di questo nome e, sopratutto, universali, cioè che tutelino tutti i lavoratori e le lavoratrici indipendentemente sia dal settore merceologico in cui prestano la loro attività, sia dal tipo di rapporto di lavoro; sgravi fiscali per il lavoro dipendente e i pensionati. C’è qualche cosa di tutto ciò nella Finanziaria? Formalmente la risposta potrei darvela solo dopo lo “studio” delle carte, ma, intanto … la conoscete già anche voi.


si allarga il fronte della contestazione al Governo

20 Novembre, 2008

immagineAnche gli enti locali e le Regioni non ne possono più! Tagli, imbrogli, promesse non mantenute da parte di questo Governo. Hanno portato pazienza, hanno provato a convincere i ministri sulla gravità della situazione, del tutto inutilmente, ora agiscono. I comuni hanno deciso di non procedere per la data prevista del 31 dicembre alla stesura dei bilanci di previsione, “in attesa che siano rivisti i contenuti della finanziaria”. Le questioni che giustificano tale scelta sono molteplici – anche di metodo, visto che il Governo non li ascolta neppure – ma, la vicenda Ici , non è stata certo l’ultima. Al di là del merito, ormai stranoto, anche nel giudizio del Pd, qui c’è un problema finanziario di tutto rispetto: tra il dare e l’avere ballano 700 milioni di euro che i comuni non hanno ancora visto. A questa cifra si sommano altri 200 milioni di euro di riduzione del fondo ordinario e i fondi, che non ci sono, per finanziare il rinnovo del contratto per i dipendenti (2-3% in più). E poi, ci sono i tagli che il governo fa alla propria spesa, che privano i cittadini di servizi, cosa questa che fa aumentare la domanda rivolta agli enti locali stessi. Infine, c’è una preoccupazione grande negli Amministratori. Vale a dire la crisi economica, quella che già c’è e quella che arriverà, che si fa sentire anche nel volume delle entrate. Come si vede basta e avanza, per assumere una decisione di lotta che, tra l’altro, a mia memoria, non ha precedenti. Anche le Regioni sono pronte alla lotta contro il Governo. Pure per loro la misura è colma! In questo caso le questioni riguardano i tagli ai Fondi per le Aree sottosviluppate, circa 14 miliardi in meno. Tutto sulla testa delle Regioni, in particolare su quelle meridionali a cui è destinato l’85% dei fondi. Tra le motivazioni dei tagli, ve ne sono alcune che gridano vendetta, tipo la necessità di coprire l’azzeramento dell’Ici e i finanziamenti extra a Catania e Roma. E poi, i tagli alla sanità (7 miliardi in meno nel biennio 2010-2011) e al fondo per le politiche sociali, nonché il buco di 400 milioni per i treni pendolari. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, anche perché in questo caso, c’è da dire, che le Regioni hanno un potere contrattuale più alto dei Comuni, in quanto con loro il Governo è obbligato a trattare.