I dati Inps sulla disoccupazione impressionano

29 Settembre, 2009

images (2)L’Inps ha emesso il suo ultimo Rapporto nel quale – come peraltro in tutti i più importanti Enti o Associazioni – le cifre fanno premio alle innumerevoli chiacchiere sulla situazione occupazionale, l’uscita dalla crisi, la fine del tunnel, ecc. Dall’inizio della crisi – settembre 2008 – ad agosto di quest’anno sono cresciute del 53% le nuove domande d’indennità di disoccupazione, raggiungendo il limite di 1,1 milione, mentre la cassa integrazione ordinaria è cresciuta più del 409% e quella straordinaria dell’86,7%. Su quest’ultimo dato non c’è nulla da aggiungere; sul primo, assumendo pure la precisazione che l’Inps fa circa il fatto che può non esserci un rapporto diretto fra il numero di domande di disoccupazione presentate e la quota effettiva di disoccupati, stante il fatto che varia la durata dell’indennità stessa – fra i sei e gli otto mesi – e che un lavoratore può presentare più domande nel corso dello stesso anno, è difficile immaginare  che alla fine il numero di disoccupati possa essere inferiore ai 500 mila. Questi dati, seppur parziali – mancano le previsioni a breve e altro – sono di per sé assolutamente preoccupanti. La Confindustria, infatti, arriva a ipotizzare nel 2010 un tasso di disoccupazione al 9,5%.

Comunque tranquilli, il governo della Repubblica vi informa che siamo praticamente fuori dalla crisi…..


Cassa integrazione e disoccupazione: le previsioni di Confindustria

18 Luglio, 2009

imagesLa disoccupazione aumenterà ancora. E assai problematico, se non impossibile, è immaginare che alla ripresa dalla crisi drammatica che attraversiamo, essa verrà integralmente riassorbita. Questo è quanto sostiene Confindustria, insieme alla previsione che la cassa integrazione supererà quest’anno il livello drammatico del 1984: 839 milioni di ore, 27 milioni in più di quanti ne servirono quell’anno. E ancora: il tasso di disoccupazione previsto per quest’anno è dell’8,6%; non solo, ma la stessa associazione ci dice che questa disoccupazione potrà trasformarsi in strutturale, col rischio, appunto,come dicevo, che possa non essere riassorbita dalla ripresa.

Anche questi dati sono frutto di una “psicologia della crisi”, di cui da un anno parla l’On. Berlusconi?


Cresce la disoccupazione

10 Marzo, 2009

imagesL’Inps ha comunicato che nei primi due mesi dell’anno si è avuto un notevole incremento delle richieste di indennità di disoccupazione con un aumento delle domande pari al 46,13% rispetto allo stesso periodo del 2008.

Rispetto alle 253.578 domande di gennaio-febbraio 2008, infatti, in questi primi due mesi le domande hanno toccato quota 370.561. In particolare, le domande di disoccupazione (ordinaria, mobilità, speciale, a requisiti

ridotti) a gennaio sono state 169.274 rispetto alle 98.851 di gennaio 2008 mentre a febbraio le domande sono state 201.287 rispetto alle 157.727 dello stesso mese dell’anno scorso.

Mentre leggevo queste notizie sulle agenzie scorrevo sul sito de lavoce.info uno studio di Boeri e Garibaldi secondo il quale un sussidio unico di disoccupazione garantito a tutti i disoccupati, indipendentemente dal tipo di contratto, che assicuri in partenza il 65 per cento della retribuzione precedente e non meno di 500 euro al mese costerebbe a regime, secondo le stime dei due economisti, circa 15,5 miliardi di euro.

Il sussidio si sostituirebbe alle indennità di mobilità, ai sussidi di disoccupazione ordinari e a requisiti ridotti e alle loro gestioni speciali per edilizia e agricoltura che costano in media 7,5 miliardi all’anno.

Dunque il costo netto sarebbe di 8 miliardi. Il sussidio unico di disoccupazione potrebbe essere interamente finanziato con un contributo di circa il 3 per cento delle retribuzioni in essere, senza alcun prelievo dalla fiscalità generale.


I dati allarmanti di Unioncamere

6 Novembre, 2008

sedeuc_romaUnioncamere rende noto oggi un’elaborazione del proprio Centro studi condotta in collaborazione con Prometeia, dalla quale emergono due scenari per il 2009 che non fanno che confermare le preoccupazioni sulla situazione economica e sociale del nostro paese. Il primo riguarda la disoccupazione, il cui tasso raggiungerà l’anno prossimo il 7,2% (dal 6,1% del 2007 e il 6,8% di quest’anno) con la punta dell’11,8%  al sud.  Un dato, quindi, preoccupante anche per la sua sostanziale omogeneità su tutto il territorio nazionale, ovviamente non nelle quantità, ma nella tendenza. Infatti, anche il settentrione non si può dire certo al riparo, in quanto, anche lì, sale la disoccupazione al 4,4% dal 3,8% nel nord-ovest e al 3,6% dal 3,1% al nord-est.

Il secondo riguarda la previsione sulla recessione che anche questo studio conferma  per il 2009. Meno 0,3% è la media nazionale prevista per l’anno prossimo. Anche in questo caso, il mezzogiorno pagherà le conseguenze peggiori con un meno 6% dell’andamento del Pil. Vale in questo caso lo stesso discorso già fatto sull’andamento della disoccupazione, vale a dire la sostanziale omogeneità in tutte le aree del paese del dato recessivo. Per il nord-ovest, infatti, si ipotizza un meno 3%; per il centro meno 2%. La sola eccezione – si fa per dire – è rappresentata dal nord-est per il quale si prevede una crescita zero.

Si confermano così, anche con queste proiezioni, le preoccupazioni che già da qualche settimana, con i dati fornitici da Confindustria, erano evidenti sulla entrata in recessione dell’economia italiana.


La crisi lascia sempre più i suoi segni

30 Settembre, 2008

C’era da aspettarselo: i morsi della crisi producono effetti purtroppo anche sulla disoccupazione. I dati di ieri ci dicono infatti che la disoccupazione stessa è salita in un anno di un punto percentuale, vale a dire 300.000 unità in più. Tale crescita interessa l’intero territorio nazionale; conferma ovviamente l’insopportabile divario tra nord e sud (6 punti percentuali); riguarda sia gli ex occupati, sia gli inattivi; coinvolge in particolare le donne del sud. Tutti fattori che testimoniamo appunto che la crisi allarga i suoi effetti e spinge alla ricerca di un lavoro anche fasce di popolazione che finora erano rimaste fuori dal mercato del lavoro. Questi dati si accompagnano ad altri che allargano la sfera dei problemi e delle preoccupazioni e rafforzano la profondità della crisi. Penso in particolare al 6 per cento di aumento della cassa integrazione nel primo semestre di quest’anno. E il governo che fa? Nulla per aiutare il reddito di chi lavora e sta in pensione e fa danni nell’ossessione che guida il ministro Sacconi di deregolamentare il mercato del lavoro, ridurne le tutele e aumentarne la precarietà. Vanno in questa direzione la reintroduzione del lavoro a chiamata; la possibilità di allungare la durata dei contratti a termine; il disinteresse per forme di incentivazione alle imprese affinchè trasformino contratti a progetti in contratti a lavoro subordinato; la cancellazione delle norme sulla stabilizzazione dei precari nel Pubblico impiego e, addirittura, la volontà di tagliare i livelli occupazionali nella scuola. Ecco quindi che anche questi dati sulla disoccupazione, sulla cassa integrazione, sulle politiche del governo in tema di difesa dei redditi e di lavoro rafforzano la necessità di reagire. L’appuntamento a Roma il 25 ottobre per la grande manifestazione del Partito Democratico è l’occasione per far sentire anche la tua voce.