18 Luglio, 2009
La disoccupazione aumenterà ancora. E assai problematico, se non impossibile, è immaginare che alla ripresa dalla crisi drammatica che attraversiamo, essa verrà integralmente riassorbita. Questo è quanto sostiene Confindustria, insieme alla previsione che la cassa integrazione supererà quest’anno il livello drammatico del 1984: 839 milioni di ore, 27 milioni in più di quanti ne servirono quell’anno. E ancora: il tasso di disoccupazione previsto per quest’anno è dell’8,6%; non solo, ma la stessa associazione ci dice che questa disoccupazione potrà trasformarsi in strutturale, col rischio, appunto,come dicevo, che possa non essere riassorbita dalla ripresa.
Anche questi dati sono frutto di una “psicologia della crisi”, di cui da un anno parla l’On. Berlusconi?
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15 Dicembre, 2008
Ho più volte detto dei segnali che testimoniano la gravità e vastità della crisi che abbiamo di fronte. La notizia che la Fiat dal 15 dicembre al 10 gennaio chiuderà tutti i suoi stabilimenti, lasciando a casa quasi 59 mila lavoratrici e lavoratori, è l’ennesima cartina di tornasole di quel che abbiamo di fronte. Tenete conto che non si ricorda niente di simile nella storia recente dei gruppo automobilistico, storia, peraltro, intrisa di cassa integrazione, mobilità, ecc. D’altra parte, le vicende dei grandi gruppi automobilistici americani sono la testimonianza di una crisi mondiale di un settore strategico come è, appunto, quello dell’auto. L’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, in un articolo su La Repubblica di sabato 13, analizza i problemi del settore della Fiat, analisi che richiede qualche risposta, non solo dall’opposizione – che è venuta ieri con le dichiarazioni di Veltroni – ma dal governo che, come ho avuto più volte modo di dirvi, non pare assolutamente all’altezza di gestire la crisi che abbiamo di fronte.
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Pubblicato da achillepas
3 Novembre, 2008
La rivista LavoroWelfare ha pubblicato un’elaborazione su dati Inps relativa all’andamento della Cassa integrazione guadagni nei primi otto mesi dell’anno. La lettura dei dati conferma e rafforza la preoccupazione sull’andamento dell’economia reale. L’incremento delle ore di ricorso alla Cassa sullo stesso periodo del 2007 è del 9,06% e arriva al 14,66% se si estrapola il solo dato di agosto e lo si raffronta con lo stesso mese dell’anno scorso, dove, per altro, si registrò, addirittura, una diminuzione del ricorso alla Cig del 24,42%. Siamo perciò in presenza di una vera e propria impennata realizzatasi in modo pressoché omogeneo su tutti i settori e con punte elevatissime nel mese di agosto. Per quanto riguarda la fotografia regionale, essa dimostra che è il tessuto produttivo del nord e del centro – quello cioè più esteso ed importante – ad essere particolarmente interessato al ricorso alla Cig. Ciò dimostra, con ancor più evidenza, la serietà della crisi.
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Pubblicato da achillepas
9 Ottobre, 2008
I dati sulla Cassa integrazione testimoniano di una grande difficoltà del nostro sistema produttivo. E sono dati che ancora non impattano con gli effetti, peraltro ampiamente prevedibili, della drammatica crisi finanziaria mondiale sull’economia reale. Per questo i dati sono ancora più allarmanti. 73 mila posti di lavoro sono scomparsi con il ricorso alla Cassa integrazione a zero ore; 1200 sono le aziende che hanno ricorso agli ammortizzatori sociali, di cui quasi 700 quelle che la richiedono per crisi aziendali. Il che significa che, queste ultime, sono aziende sottoposte a processi di ristrutturazione proprio mentre si addensano le nubi della crisi finanziaria mondiale. La Cassa integrazione ordinaria aumenta del 25 per cento rispetto al 2007. Fin qui i dati. Fin qui una preoccupazione evidente e fin qui ancora il silenzio del governo italiano. Prosegue questo testardo disinteresse per la situazione economica e produttiva del nostro paese, evidenziata anche ieri nel documento di variazione del bilancio dello Stato nel quale, appunto, non vi è traccia di un intervento a sostegno dei redditi di chi lavora e di chi sta in pensione, che rappresenterebbe un contributo essenziale alla ripresa dei consumi e, quindi, della produzione e di interventi a favore dell’assetto del nostro sistema produttivo.
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Pubblicato da achillepas