Buona l’uscita di Tremonti sul lavoro stabile. Davvero niente male. Ancora una volta il Ministro dell’Economia ci stupisce con una novità che, come spesso capita per i pensieri che diffonde, crea clamore e spesso disorienta. Il tema di questa volta non fa eccezioni. Anzi… E quindi, nessuna difficoltà a riconoscergli che ha ragione, né è utile attardarsi su giudizi del tipo “meglio tardi che mai” o simili. Che il Ministro più importante del Governo metta la parola fine a quella vera e propria ideologia della flessibilità-precarietà propinataci per quasi un ventennio e ristabilisca, anche da destra, la verità in tema di lavoro – anche in termini di inscindibilità fra stabilità, realizzazione di sé e progetti di vita – non può che essere salutata come molto positiva. Il piccolo particolare che ancora manca – ma sono certo che arriverà “a stretto giro di posta” – è la traduzione di questo pensiero in azione di governo. Il che significa, innanzitutto e principalmente, invertire, capovolgere un’intera politica in tema di lavoro e mettere fuori gioco gente come Sacconi e Brunetta che, proprio di quella ideologia, non solo sono i principali propugnatori, ma anche i migliori pratici realizzatori. Non a caso il primo è stato zitto ed il secondo ha liquidato l’uscita di Tremonti in malo modo. Ovviamente non perdiamo il sonno per quei due, ma siamo molto attenti e curiosi di vedere se e come Tremonti darà seguito in modo conseguente al ragionamento di ieri.





28 Ottobre, 2009 alle 11:59 am |
Stiamo a vedere, sono curioso anch’io …. .