25 ottobre – Primarie Pd: in tantissimi a votare Dario Franceschini

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E’ finita la prima fase del congresso del Pd. Penso sia stata un’occasione molto importante di partecipazione e di confronto. In fondo questo è il primo congresso del Partito nuovo e di cose da discutere ce ne sono tante. Forse troppe, perché troppe sono state le cose accadute dal 14 ottobre, le primarie fondative, di due anni fa. Continuo a pensare che se il congresso lo avessimo tenuto a giugno dell’anno scorso, all’indomani del risultato delle elezioni politiche e per decidere con gli iscritti e gli elettori quale valutazione dare di quel 34% di voti conquistati dal Partito, sarebbe stato assai meglio, il tema del confronto più netto – sconfitta storica, oppure primo passo importante per la costruzione di un grande partito riformista in Italia. Purtroppo nel gruppo dirigente pochi la pensavano così e la conseguenza è stata che Veltroni, per garantire l’unità del Partito, ha lasciato che per un anno intero le due valutazioni opposte vivessero, con una montagna di conseguenze, politiche, organizzative e di leadership, nel Partito senza che i suoi “padroni”, iscritti ed elettori, avessero la possibilità di decidere. Siccome con il “senno di poi” non si va da nessuna parte…, eccoci qui a commentare la chiusura della prima fase di questo lungo percorso decisionale. Io penso questo: intanto, evitiamo polemiche inutili e strumentali e cerchiamo di essere obbiettivi – almeno sforziamoci – il più possibile. Prima di tutto nessuno può mettere in discussione il valore di questa prima fase, così come nessuno può considerarla esaustiva per l’elezione del Segretario, perché il voto che elegge il leader è quello del 25 ottobre. Questo, infatti, è il Pd che tre milioni e mezzo di elettori hanno fondato il 14 ottobre e che nessuno può oggi mettere in discussione. Poi, nel merito di questa prima fase, penso che occorra dire che la partecipazione, la metà degli iscritti, è positiva, più alta di quella dei partiti di provenienza; che il dibattito, seppur abbia interessato una percentuale ancora più bassa di persone, è stato interessante – parlo, intanto, per i congressi ai quali ho partecipato direttamente – anche se, com’era abbastanza naturale attendersi, parecchio ingessato dall’appartenenza alle mozioni; che la stessa ingessatura la si registra nel voto – non penso, infatti, siano tantissimi quelli che hanno cambiato idea a seguito del dibattito. Ora inizia la campagna delle primarie, quella davvero decisiva per l’elezione del Segretario e per definire una linea politica conseguente. Lavoriamo affinché milioni di elettrici ed elettori ritornino protagonisti e soggetti attivi di questo Partito; lo riprendano in mano; segnino, come io auspico, con il voto a Franceschini un rilancio dell’idea del Lingotto di Veltroni; garantiscano che la strada del 14 ottobre del 2007 e della grande manifestazione di Roma del 25 ottobre – coincidenza fortunata di date con le prossime primarie – sia davvero senza ritorno. La strada, cioè, della costruzione di un grande partito riformista che, per forza, proposta programmatica, volontà di cambiare davvero l’Italia, sia in grado di acquisire i consensi necessari per rappresentare politicamente una credibile alternativa al Popolo delle libertà e il perno di una coalizione coesa in grado non solo di battere la destra e di vincere le elezioni – vedi Unione del 2006 – ma di governare davvero il Paese.

Una Risposta a “25 ottobre – Primarie Pd: in tantissimi a votare Dario Franceschini”

  1. Emmanuel Dice:

    A quanto pare, come descritto in questo articolo che mira a fare i conti in tasca, le primarie del Pd (dell’11 e del 25 ottobre) costeranno al partito più di un milione e mezzo di euro…è una spesa che porterà da qualche parte, oppure rimarranno infruttuosi come qualsiasi programma della sinistra o cmq del Partito Democratico?
    Date un’occhiata :)
    http://www.loccidentale.it/articolo/il+segretario+del+pd+coster%C3%A0+al+partito+pi%C3%B9+di+un+milione+e+mezzo+di+euro.0078920
    Che ne pensate?

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