A ognuno il suo mestiere

Imbonitore, showman, artista. Ormai non passa giorno che non assistiamo, sempre più increduli e sbigottiti, alle colorite, gravi e preoccupanti esternazioni del presidente del consiglio. Contro la Magistratura “estremisti di sinistra”, riferendosi alla vicenda Mills, relativamente alla sentenza di primo grado che lo ha giudicato colpevole per aver corrotto un teste in processi per falso in bilancio, fondi neri, evasione fiscale; contro il Parlamento Italiano,  accusandolo di essere un “organismo pletorico, inutile e controproducente”; contro il Parlamento europeo, denunciando che “ci sono cose più importanti da fare che stare lì per un giorno con le mani dentro la scatoletta del voto e votare cose che nessuno può sapere cosa sono”.  Non ultima, l’esibizione all’assemblea della Confindustria, assise nella quale i suoi predecessori hanno sempre parlato di economia, lavoro, crisi, ripresa economica e dove, invece, lui ha semplicemente esibito le sue doti di anchorman. Ha elencato le sue avventure e disavventure, arrivando persino a “ironizzare” sulla  “velina Marcegaglia”. Purtroppo, devo dirlo, ricevendo gli applausi di una parte consistente di quel parterre ad alcuni passaggi del suo intervento. E questo, trattandosi di un pezzo non secondario della classe dirigente di questo paese, la cosa non è per nulla consolante. Sembra un personaggio uscito dai format che le sue televisioni proiettano da anni.

Signor Presidente, stiamo ascora aspettando le dieci risposte. Fin quando?

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