È stato approvato in Senato, con la nostra astenzione, il decreto legge riguardante le misure urgenti da prendere in merito alla situazione in Abruzzo, dopo il sisma che ha lasciato migliaia di persone senza casa. Di fronte alla solita minaccia del governo di procedere a colpi di fiducia, anche su una questione tanto importante che è necessario affrontare con il massimo della trasparenza e collaborazione, il Partito Democratico, che aveva proposto circa 600 emendamenti, per non dar pretesti per l’ennesimo ricorso al voto di fiducia, ne ha mantenuti solo alcuni. Grazie ai nostri emendamenti, infatti, sono stati chiariti alcuni aspetti che altrimenti sarebbero rimasti vaghi e indefiniti: nel testo iniziale, ad esempio, non c’era alcuna garanzia chiara che assicurasse a coloro che hanno l’abitazione distrutta o danneggiata il diritto – sacrosanto – a un’integrale copertura delle spese necessarie alla ricostruzione. Questo equivoco è stato chiarito, ma restano le incertezze sulle coperture finanziarie per l’anno in corso, così come sul sostegno alla ripresa delle attività produttive e alla ricostruzione delle case non di abitazione principale, che rappresentano un numero nient’affatto marginale rispetto al totale delle abitazioni distrutte o lesionate. Inoltre, gli emendamenti del Partito Democratico hanno fatto luce su un altro aspetto non meno importante, rappresentato dalla questione delle verifiche sismiche: se grazie alle nostre proposte è stata inserita nel decreto l’attivazione delle norme antisismiche per tutte le nuove costruzioni, bisogna ancora lottare perché vengano inclusi anche i lavori di adeguamento antisismico tra gli interventi per i quali, in base al “piano casa”, è prevista la detraibilità fiscale del 55 % delle spese. C’è un’altra questione che deve assolutamente essere risolta, ed è l’ambigua posizione del commissario delegato alla gestione dell’emergenza, vale a dire Guido Bertolaso. Al di là del rispetto per il lavoro e la professionalità della Protezione civile e del suo capo dipartimento, è un errore affidare la gestione, come previsto dal decreto legge appena approvato, per un periodo che si estenderà fino ai prossimi anni, a un’istituzione monocratica, com’è appunto la Protezione civile. Sarebbe invece il caso che, passata la prima emergenza, le competenze ordinarie delle istituzioni del territorio (Presidente della regione e sindaci in primis) vengano riattivate, riaffilando alle istituzioni locali la piena sovranità anche nella fase di ricostruzione. In conclusione, ci auguriamo che l’esecutivo non venga meno alle promesse fatte agli abruzzesi, che in questi mesi hanno sopportato con forza e dignità una gravissima situazione, e chiediamo dunque il sostegno da parte del governo a tutti gli alberghi abruzzesi che stanno ospitando gli sfollati, e che dal governo non hanno ricevuto ancora un euro. Speriamo che, almeno in questo caso, Berlusconi non si stia prendendo gioco delle popolazioni colpite dal sisma, e che quindi mantenga tutte le sue promesse.




