Ma dove sono finite le liberalizzazioni??

images 3Dopo un graduale processo di riforme nei mercati dei servizi, un rafforzamento delle liberalizzazioni nelle telecomunicazioni, nell’ energia, nei trasporti e nelle libere professioni con il governo precedente (ricordate le parafarmacie, l’abolizione delle tariffe minime degli avvocati, la liberalizzazione dei servizi di fornitura elettrica…insomma le così dette lenzuolate) siamo terribilmente tornati indietro. Prendiamo ad esempio la class action e la sue modifiche. Rispetto al testo di legge che era stato immaginato con il governo precedente l’attuale maggioranza ha deciso di introdurre alcune significative novità: (a) innanzitutto limitando preliminarmente il diritto al ricorso all’azione collettiva prevedendo un filtro con la sua esclusiva procedibilità attraverso le associazioni di consumatori inserite in un apposito elenco del ministero; (b) di poi immettendo la condizione di identicità che significa che per iniziare una class action più consumatori devono presentare una situazione assolutamente identica. Una condizione che coma ha anche spiegato il professor Costantino (ordinario di procedura civile all’Università Roma Tre) alla trasmissione Report di Rai3, risulta oggettivamente difficile anche da immaginare; (c) infine disinnescandone la portata retroattività secondo il testo del ddl uscito ieri dalla commissione Industria per la quale sono possibili azioni di classe solo contro frodi messe in atto a partire dal luglio 2008. Insomma con l’emendamento della maggioranza si cancellerebbe anche questa breve retroattività facendo salvi così un discreto numero di scandali finanziari nostrani e con buona pace dei risparmiatori…Liberalizzare con criterio significa generare concorrenza positiva. La concorrenza aiuta i consumatori ad ottenere beni e servizi a condizioni più vantaggiose e le persone ad immettersi nel mercato del lavoro secondo le capacita ed i meriti e non grazie ad altre strade. Insomma aprire un trend di riforma del mercato del lavoro e dei servizi potrebbe far ripartire il nostro ascensore sociale che è ormai immobile. Secondo l’osservatorio di Banca di Italia il 75% delle persone che nel 1994 era in fondo alla scala sociale dopo dieci anni sono ancora là… parlare di cristallizzazione è a dir poco un eufemismo.

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