l’abuso della maggioranza dei ddl fa male al paese

images5Qualche giorno fa, è stato discusso al Senato il disegno di legge presentato dal governo in materia di energia e di sviluppo delle imprese. Come sempre, si tratta di un contenitore di proposte assurde quanto dannose e controproducenti. Ad esempio, grazie a questo provvedimento si introducono numerose deleghe al governo, soprattutto per quanto riguarda la tutela dell’ambiente e del territorio, che rischiano di esautorare le Regioni e gli Enti locali dalle loro importanti funzioni di controllo e pianificazione. Inoltre, nell’articolo 14 è prevista una delega per il ricorso a decreti legislativi, con la funzione di disciplinare la localizzazione degli impianti per la produzione di energia nucleare e degli impianti di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti radioattivi. Tale delega, molto vaga e indeterminata, ha il solo scopo di sottrarre il Parlamento dal confronto con il governo, sulla scia delle decretazioni d’urgenza e dei ricorsi alla fiducia, che in questo primo anno di governo Berlusconi hanno, in pratica, reso il parlamento una sala d’attesa in cui nessuna decisione viene più discussa. Il disinteresse del governo a intrattenere rapporti e spazi di discussione con le Regioni e gli Enti locali, si evince da ogni  articolo del ddl, visto che tali istituzioni rimangono sistematicamente fuori da ogni organismo di controllo. E qui si ripropone il paradosso di un governo che vuole il federalismo fiscale, ma che nello stesso tempo riduce sempre più gli spazi di autonomia degli Enti locali. Infine, nel ddl sono stati inseriti, in maniera subdola, alcuni provvedimenti che nulla hanno a che fare con le politiche ambientali ed energetiche, o con lo sviluppo delle imprese. Parlo, ad esempio, della norma che intende revisionare totalmente quello che sembrava un diritto ormai acquisito: l’azione collettiva risarcitoria, meglio conosciuta come “class action”, che rischia di entrare in vigore esclusivamente per i reati subiti dopo il 30 giugno 2008. Un bel favore per i famosi “furbetti del quartierino”, che hanno trovato in questo esecutivo un valido alleato.

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