Fra le tante norme sbagliate e insopportabili comprese nel pacchetto sicurezza, ce n’è una che rischia di mettere in condizioni disperate milioni di cittadini. Si tratta delle norme contenute nell’articolo 42, in cui si stabiliscono i requisiti igienico-sanitari per ottenere la residenza in qualsiasi Comune del territorio nazionale. In sostanza, sono stati definiti dei parametri entro i quali poter accedere al fondamentale diritto di residenza anagrafica, senza il quale non si ha accesso al sistema sanitario nazionale né alle misure di protezione sociale, non si ha il diritto di voto, né si può ricevere la pensione, o iscriversi a liste di collocamento. In poche parole, senza la residenza anagrafica non si ha possibilità di condurre una vita di serena inclusione nella società. Ovviamente, è stata la Lega a presentare tale proposta, che va a colpire direttamente la fasce più deboli della popolazione, vale a dire gli immigrati e i senza fissa dimora, i quali, pur non avendo una residenza stabile, possono all’oggi ricevere una pensione e appunto esercitare i diritti propri di ogni democrazia, iscrivendosi all’anagrafe. Tutto questo non sarà più possibile. Si preferisce rendere invisibili centinaia di migliaia di persone, piuttosto che risolvere con la dovuta serietà e responsabilità i veri problemi del paese. Inoltre, in Italia il certificato di abitabilità negli edifici è obbligatorio solo dal 1934: vogliono togliere il diritto di residenza anche a tutti coloro (circa 2 milioni) che vivono in edifici costruiti prima di quella data? Non scherziamo. La norma in questione fa il paio con l’altra aberrazione giuridica, contenuta nello stesso articolo, relativa all’istituzione di fantomatiche “liste dei senza fissa dimora”, che sono tanto discriminatorie quanto inutili, e di cui vi avevo già parlato. Che dire, sembra veramente che la fantasia perversa della Lega non abbia fine, e riesca sempre a trovare nuovi modi per riversarsi rabbiosa sulle categorie sociali più deboli ed escluse, andando a colpire tutti i cittadini.





7 Maggio, 2009 alle 11:37 am |
Esiste in Italia, o almeno esisteva, un pezzo di carta che si chiama Costituzione Della Repubblica Italiana, nel quale si “farnetica” che tutti i cittadini sono uguali senza distinzione alcuna e che chiunque si trovi sul Patrio Suolo ha gli stessi diritti di chiunque altro. Cosa aspettiamo a mettere a tacere questi NAZISTI, a cominciare dal malefico e razzista ministro (la minuscola è voluta) dell’interno? Dobbiamo aspettare un’altra marcia su Roma, questa volta in camicia verde? Possibile che dal PD non traspaia un Progetto Democratico che vada al cuore dei cittadini, non escano voci di condanna che non suonino al pubblico come campagna elettorale? Ma dobbiamo tenerceli ancora per vent’anni questi Lanzichenecchi e permettere loro di completare il sacco iniziato quattordici – dico: quattordici – anni fa? Dovremo anche subire l’onta nazionale di vedere quel ladro, corruttore e falso testimone del capo del PDL anche sul Quirinale? La gente ha problemi veri, reali, pesanti; non sa come arrivare a fine mese, grazie anche all’ingordigia di molti che votano PDL e che sono gli affamatori dei lavoratori (Marcegaglia non ne sa niente, vero?), non gli importa dell’alta politica, gli importa di vivere non dovendosi limitare a sopravvivere e noi dobbiamo andare dietro ad un pagliaccio che non fa altro che collezionare gaffes (in italiano: figure di merda) internazionali, mettendo tutti noi alla berlina di fronte al mondo. Ma dobbiamo arrivare per forza a quel limite di sopportazione infranto che in Francia portò alla ghigliottina? Sono scoraggiato, ho creduto molto nel progetto del PD e per la prima volta in 50 anni di vita ho provato il desiderio di iscrivermi ad un partito, ma le beghe interne al PD mi hanno frenato e sono ancora qui ad attendere risposte politiche vere, che non suonino come distribuzione di poltrone; solo allora, a questo punto “forse”, deciderò di iscrivermi.
Con molta disillusione
Stefano Zimbolo