L’articolo 15bis del testo unico sulla sicurezza appena varato dal Ministero del lavoro non è un incidente di percorso, come prova a dire il ministro Sacconi. E’ l’esempio lampante della volontà di questo governo di cancellare ogni garanzia in materia di diritti e sicurezza sul lavoro. L’articolo prevede la possibilità di assoluzione per i vertici aziendali citati in giudizio per incidenti sul lavoro, nel caso in cui sia accertata la responsabilità dell’operaio. E come se non bastasse, la norma ha un effetto retroattivo, quindi potrebbe compromettere anche l’andamento del processo per la strage alla Thyssenkrupp di Torino, nella quale morirono sette operai. È necessario, dunque, cancellare quell’articolo per risancire gli obblighi del datore di lavoro previsti dall’articolo 2087 del codice civile, secondo cui è dovere dello stesso datore di lavoro garantire le norme di sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori all’interno della propria azienda. Inoltre, tale misura è assolutamente incoerente rispetto alla delega prevista dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro approvata nel 2007 dal governo Prodi, in cui si faceva riferimento a “norme integrative e correttive”, visto che una simile modifica va a colpire quelli che sono aspetti sostanziali per la tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro, togliendo ogni responsabilità al datore di lavoro, riducendo le pene pecuniarie e detentive per i manager, e colpendo pesantemente gli articoli 5, 9 e 13 dello Statuto dei lavoratori.
Rispetti il governo l’allarme che il Presidente della Repubblica ha lanciato su quest’articolo – dimostrando per l’ennesima volta una sensibilità enorme al tema sicurezza sul lavoro – e provveda a cancellarlo.





6 Maggio, 2009 alle 10:20 pm |
Anch’io da torinese ho provato rabbia quando sono venuto a conoscenza della cosiddetta norma salva manager, infatti condivido pienamente il pensiero dell’On.Daniela Melchiorre, capogruppo dei Liberal Democratici, che chiede al Governo un segnale di responsabilità, impegnandosi a riscrivere tale norma al più presto, per impedire che vengano lesi gli interessi dei familiari della tragedia della Thyssen e di tutti i morti sul lavoro che ogni anno si registrano nel nostro Paese.