ma Berlusconi sa che c’è una crisi finanziaria mondiale in atto???

Giorno dopo giorno la crisi finanziaria mondiale assume proporzioni enormi. Le borse di tutto il mondo chiudono ormai costantemente con il segno meno. L’interrogativo quotidiano non è più sul tipo di segno, bensì solo sulla quantità della perdita. Mentre scrivo, mattina presto, le notizie sono una specie di bollettino di guerra: crolla Tokyo con -9,38%, Mosca con – 11,47% e Milano ha aperto con – 3,9%. Ieri il Fondo monetario internazionale ci ha raccontato di una perdita complessiva collegata alla crisi del mercato subprime americano di 1.400 miliardi di dollari. Una cifra spaventosa; ho perfino difficoltà a tradurla in vecchie lire, eppure è un esercizio al quale, quasi inconsciamente, spesso mi dedico, specie quando ho bisogno di capir bene il valore delle cose. Il carattere planetario e drammatico della crisi finanziaria è del tutto evidente, si aspetta solo di meglio comprenderne le ricadute quantitative e qualitative, che certamente ci saranno e pesantissime,  sull’economia reale. Il dato di una disoccupazione che aumenta di 100.000 unità al mese negli stati uniti è già un segnale inequivocabile. Tutti i governi del mondo si sbattono da tutte le parti per provare a tamponare, a trovare qualche rimedio, protezione per il proprio paese. Ogni democrazia degna di questo nome chiama l’opposizione ad un confronto, la coinvolge, la responsabilizza. Basti pensare alla vicenda Paulson  americana, ma non solo: è così ovunque. Da noi no! Qui è diverso. L’opposizione va solo insultata. La cosa ovviamente è insopportabile, proprio in virtù dell’idea di democrazia che porta con sé. Ma se il Governo italiano desse un segno vero di vita, se facesse sentire al paese il suo impegno per fronteggiare il disastro che abbiamo di fronte, almeno il problema si fermerebbe (si fa per dire) alla questione democratica. Qui invece c’è anche ignavia, assenza, incapacità sul merito della situazione. Capisco l’impegno del Presidente del consiglio in discoteca e a far sesso, ma pretenderei si ricordasse che il suo impegno “prioritario” sarebbe quello di governare. 

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