Che tragedia!

Un’altra giornata che non si scorda. A Genova muore un lavoratore, precipitato in un pozzo di 18 metri; vicino Perugia muore un giovane schiacciato da un macchinario; altri quattro feriti, di cui uno in coma, in altre città d’Italia. Ma è Firenze la città più drammaticamente colpita e che non scorderà più questo giorno. Muoiono quattro lavoratori nei cantieri della variante di valico e alta velocità. Il racconto dell’operaio che ha visto tre delle quattro vittime precipitare per 30 metri è straziante. Questa tragedia risbatte in faccia a tutti, per l’ennesima volta, il tema sicurezza sul lavoro. Per chi tutti i giorni si impegna, lotta, cerca di fare qualche cosa di concreto contro questa vera e propria piaga, c’è solo la tristezza di un’altra sconfitta e la volontà di ritrovare la forza per andare avanti, per continuare a lottare. Per chi non ci pensa, è distratto, oppure colpevolmente è parte di questa piaga, speriamo scatti qualcosa di nuovo.

 

3 Risposte a “Che tragedia!”

  1. Archimede39 Dice:

    Da poco, visto il mio interesse per la sicurezza sul lavoro, collaboro con la Fillea Cgil occupandomi appunto di questo argomento. Spesso a seguito di un incidente si leggono articoli in cui si accusano i sindacati di fare poco o nulla per cercare di arginare questo tragico fenomeno. Io sto provando a visitare i cantieri e , dove noto inosservanze alle norme cerco di fare il possibile affinché vangano presi tutti i provvedimenti necessari. Se noto che non esiste un pericolo imminente mi limito a segnalare al responsabile per la sicurezza del cantiere ciò che ho notato ed avverto il C.P.T. se esiste una grave situazione contatto direttamente l’ente ispettivo, PSAL o direzione provinciale lavoro. Questo però lo posso fare solo quando le situazioni di rischio sono ben evidenti anche stando al di fuori dell’ area del cantiere. Come si può accusare i sindacati di scarsa efficienza quando al personale è vietato l’ingresso nei cantieri senza che vi sia concessa una autorizzazione. Non sarebbe meglio estendere la possibilità di libero accesso ai cantieri, magari accompagnati da un responsabile, affinché l’operato di queste persone possa essere più efficace. Non dico di concedere il potere di P.G., ma solo di concedere la possibilità di far si che il personale sindacale, diventi un acuto osservatore delle condizioni di lavoro degli operai ed eventualmente diventi anche un segnalatore di situazioni di rischio che segua un preciso iter nel fare le dovute segnalazioni del caso, ossia come ho già scritto: segnalare i rischi all’ azienda ed ai responsabili della sicurezza e solo nel caso in cui l’impresa non si adoperi per eliminare i fattori di rischio iniziare la trafila ufficiale delle segnalazioni fino ad arrivare alla vera ispezione dell’ autorità competente che provvederà ad elevare le dovute sanzioni e prescrizioni. La saluto e le auguro buon lavoro.

  2. Valeria Dice:

    In tutto questo, forse una buona notizia.
    Un cantiere “normale”, un palazzo da ristrutturare alla periferia a Milano, ma con qualcosa di diverso: operai in sicurezza, con elmetti e imbragature regolamentari. Vederli la mattina, passando in auto, mi ha fatto intravedere una piccola luce: forse qualcosa inzia a cambiare?

  3. achille passoni Dice:

    Quella di Valeria è davvero una buona notizia. Speriamo che qualche cosa stia effettivamente cambiando, anche se non ne sarei così convinto.
    Archimede 39, a cui auguro buon lavoro, ha ragione a chiedere che, ovviamente a certe condizioni, i cantieri siano accessibili. In più, continuo a pensare che occorra, oltre a quanto già fatto dal Governo Prodi e il diffondersi di un più alto senso di responsabilità, far crescere una vera e propria cultura della sicurezza, a partire della scuola. Potremo registrare un vero saltodi qualità, quando passando davanti un cantiere e vedendo una situazione diversa da quella descritta da Valeria, si chiamino i vigili, si avvisi il sindacato ecc. Non si guardi da un’altra parte, non si faccia finta di niente.

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