la crisi drammatica della finanza mondiale

La crisi dei mutui americani determina ogni giorno di più una situazione grave in ogni parte del mondo e drammatica negli Stati Uniti. Le notizie sui crolli delle borse si succedono di ora in ora. Questa mattina è la volta dell’annuncio della caduta dei mercati asiatici: Tokyo, Taiwan, Hong Kong perdono il 5%. Ieri era precipitata Wall Street a -6,98% e analoga sorte è toccata alle borse dell’America latina, Brasile in testa. In Europa la tendenza è stata solo di poco inferiore, prova ne sia che anche Milano ha chiuso con una perdita del 4,74%. Centinaia di miliardi di dollari e di euro (320 sui mercati europei) bruciati in poche ore, ma soprattutto la conferma che la crisi finanziaria d’oltre oceano non è certo un fatto privato degli Stati Uniti. Siamo in presenza di una crisi drammatica della finanza globale, il cui epicentro è certamente il mercato Usa, ma che investe l’intero mondo finanziario. Ed è più di un’impressione quella che considera il prossimo futuro ancora più grave di quello che abbiamo osservato nei giorni scorsi contraddistinto da colossi bancari saltati per aria , altri salvati dall’intervento pubblico – anche qui in Europa -, compagnie assicuratrici che hanno seguito analogo destino. Il tutto mentre il Congresso americano boccia l’imponente piano finanziario di 700 miliardi di dollari , pensato da Bush per salvare i mercati. Staremo a vedere se nelle prossime ore il Presidente degli Stati Uniti riuscirà a convincere i repubblicani (in maggioranza) e i democratici a cambiare la propria opinione. Cresce la paura in milioni di risparmiatori, si affaccia lo spettro del ’29. E’ la crisi, forse definitiva, di quel modello liberista che ha imperversato, con punte più o meno accentuate, in tutto il mondo capitalista da tre decenni. Un modello basato sul totem del mercato; quello senza regole; quello salvifico di per sé; quello che spingeva le imprese unicamente verso la ricerca di facili profitti, incuranti degli interessi veri della produzione e di chi ci lavorava; quello che illudeva le persone sulla possibilità di arricchirsi investendo in un certo modo i pochi risparmi. Un liberismo che la sciagurata Amministrazione Bush ha prima esaltato e, oggi, portato a questo disastro. Da oggi questo è il tema – ma forse sarebbe meglio dire che da oggi questo è il tema che torna prepotentemente – e, cioè, come si ricostruisce dalle macerie del liberismo un nuovo ordine economico e sociale, con quali valori, politiche, culture. Questo è il campo di ricerca per tutte le forze democratiche del mondo; qui c’è un terreno grande di unità fra di loro; qui c’è davvero la possibilità di candidarsi a governare in senso progressista la globalizzazione. La vittoria di Barack Obama rappresenta un passaggio decisivo per questa prospettiva.  

Una Risposta a “la crisi drammatica della finanza mondiale”

  1. antonio Dice:

    Vorrei citare una frase di Henry Ford per non dilungarmi troppo “ E’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina.“

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