un’altra trovata del Ministro della funzione pubblica

Un’altra picconata del Ministro Brunetta al pubblico impiego e, in particolare, alla condizione di chi vi lavora. Dopo la campagna forsennata sui fannulloni – tema serissimo, che il suo modo di affrontarlo l’ha ridotto ad offesa verso il pubblico impiego e a pura propaganda a buon mercato – e il provvedimento in discussione fra qualche giorno in Senato (avremo modo di parlarne diffusamente) – anch’esso un mix di propaganda e di ritorno al passato con la ri-legificazione del rapporto di lavoro e relativa, checché se ne dica, ulteriore ingerenza della politica nella pubblica amministrazione – ecco un’altra “perla” del Ministro: la mancia ai dipendenti pubblici. Nella Finanziaria appena approvata dal Governo si prevede che il Ministro della Funzione pubblica possa erogare somme ai lavoratori a mo’ di anticipo. Anziché rinnovare i contratti scaduti da mesi, ci si inventa “padrone buono” che soccorre i suoi “poveri salariati”. Qualcuno, più buono di me, attribuisce questa mossa ad una scopiazzatura di quella ormai famosa compiuta da Fiat nel contratto dei metalmeccanici. In tutti i casi l’idea di Brunetta è quella che si può fare a meno del Sindacato e che i contratti non sono un diritto, bensì un impiccio che impedisce la libertà di chi gestisce, in questo caso la cosa pubblica. Ma, attenzione, il tema rischia di essere generale e, quindi, di riguardare anche le imprese private. E forse è proprio qui che va ricercata la ragione vera della mossa di Brunetta: dare una sponda a quella parte delle imprese che la pensa esattamente così. Il tutto – meglio ricordarlo – mentre è in corso un negoziato sulla riforma della struttura della contrattazione, tutt’altro che semplice.    

Lascia una Risposta