la proposta di Veltroni su Alitalia

 Nella brutta vicenda Alitalia, Veltroni ieri ha assunto un’iniziativa molto importante: ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio, formulando tre proposte concrete per uscire dallo stallo prodotto da Berlusconi, il principale responsabile della situazione di oggi. Brutta vicenda che il capo della maggioranza ha utilizzato spregiudicatamente in campagna elettorale, strumentalizzando la precaria situazione di migliaia di lavoratrici e lavoratori. Ha impedito, a suo tempo, la soluzione più logica, quale la vendita ad Air France; si è inventato l’italianità come valore in sé per orientare la soluzione della gravissima crisi aziendale; ha sospeso leggi importanti, l’Antitrust, pur di favorire la cordata Cai; è passato sopra ad evidentissimi conflitti d’interesse presenti in imprenditori della Cai stessa, in piena continuità, per altro, col suo negare, in generale, l’esistenza stessa del tema; ha consentito una gestione a dir poco dilettantesca e faziosa verso una Confederazione sindacale (la maggiore) della complessa trattativa sindacale – operata, in particolare, dal suo Ministro del lavoro – condotta all’insegna di ultimatum, penultimatum, terzultimatum… Ogni giorno abbiamo assistito, infatti all’individuazione di una data invalicabile, con la quale ricattare i soggetti del negoziato stesso; ha messo in atto una campagna mediatica tesa a scaricare, comunque e preventivamente, la responsabilità sul possibile (e sciagurato) fallimento dell’azienda, sulle spalle della Cgil e del Pd. Veltroni, pur rimarcando con nettezza le colpe del governo si è assunto la responsabilità di indicare una via d’uscita dal cul de sac nel quale il governo stesso ha messo tutta la vicenda, dimostrando così la responsabilità con la quale il più grande Partito d’opposizione esercita concretamente la sua funzione.  Dica ora il governo cosa intende fare.    

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