I morti della Umbria olii e la giustizia che ancora non c’è

Sono passati quasi due anni da quel tragico 25 novembre nel quale quattro lavoratori, in un inferno di fuoco, perdettero la loro vita. Una storia analoga a quella di 762 lavoratori che, ad oggi, sono usciti di casa per andare al lavoro e non vi hanno più fatto ritorno. Due anni senza processo e, ancora, come scrive la sorella di una delle vittime in una lettera pubblicata oggi da L’Unità, “non si sa quando e dove si farà la prossima udienza”. Umbria Olii: così si chiama la fabbrica divenuta la tomba di quelle quattro vite umane. Due anni per avere giustizia sono un tempo molto lungo; non sapere quanto ancora durerà, a seguito della mossa dell’azienda di ricusare il Gup, è intollerabile. Così come è vergognosa la richiesta alle famiglie delle vittime e all’unico superstite Klaudio Demiri di 35 milioni di euro di risarcimento. Ma ancor più pericoloso è il silenzio che, progressivamente, sta calando su questa tragedia. Silenzio che fa pensare a Lorena Coletti che forse esistono “figli e figliastri” a seconda che si tratti delle vittime della Thyssenkrupp o di quelle della Umbria olii.     

Lascia una Risposta