A volte non c’è limite al cinismo

Di atteggiamenti irresponsabili da parte di datori di lavoro di fronte agli infortuni o addirittura ad omicidi bianchi ne ho visti molti in tanti anni di lavoro sindacale. Pensavo di aver visto tutto ma, ahimè, devo ricredermi. Mai, mi sarei aspettato di trovarmi di fronte al cinismo e alla crudeltà dimostrati da questo imprenditore che, al dolore delle famiglie, somma il ricatto della richiesta di risarcimento. Cosa si può aggiungere di più tragico alla vita di una famiglia che,spezzata dal dolore della perdita assurda di un congiunto, si trova anche con la spada di Damocle di una richiesta di risarcimento? Mi aspetto a questo punto che le organizzazioni datoriali prendano con nettezza le distanze da un atteggiamento civilmente indegno e dimostrino solidarietà alle famiglie delle vittime.

2 Risposte a “A volte non c’è limite al cinismo”

  1. Archimede39 Dice:

    Sul fatto che le associazioni datoriali prendano le distanze da questi tipi di comportamento nutro forti dubbi… In occasione dello sciopero generale degli edili ho, durante un incontro , sollevato la questione sicurezza sul lavoro dicendo al presidente di Confindustria che imprese a loro associate non rispettavano le norme mettendo in serio pericolo la salute dei lavoratori… è nata una animata discussione in cui sono stato invitato a fare nomi e cognomi degli imprenditori inadempienti dicendo che se ciò che io sostenevo fosse risultato vero avrebbero espulso dall’ associazione queste imprese. Ebbene l’ho fatto ed ho mostrato anche le prove fotografiche! In seguito un paio di queste imprese le ho fatte convocare dal sindacato in un incontro che si è tenuto presso i locali di Confindustria in presenza di un esponente dell’ associazione. durante questo dibattito, gli imprenditori, i loro consulenti ed i rappresentanti datoriali, negavano l’evidenza, anzi, cercavano di deviare il discorso accusandomi di agire in maniera scorretta. I rappresentanti di Confindustria asserivano che nemmeno con l’utilizzo delle tecnologie era possibile eliminare i rischi…di quali rischi si parlava: pale gommate senza freni…escavatori e pale senza vetri e con perdite di olio minerale in cabina, impianti di frantumazione senza il dispositivo di abbattimento polvere( eliminato dall’ imprenditore per questioni di comodità e risparmio idrico) e come se non bastasse, ben cinque cantieri permanenti(cave ed officine) erano sprovvisti di servizi igienici, spogliatoi e docce…non vedo quale alta tecnologia si dovesse adoperare per eliminare questi rischi… Abbiamo ottenuto una promessa controfirmata da una di queste imprese(quella dove lavoravo io) che avrebbero messo tutto a norma tenendo informato il il sindacato…l’unico prezzo che “abbiamo” pagato è stata l’accettazione del mio licenziamento…quell’ impresa e l’altra che non ha voluto firmare l’accordo ancora oggi a distanza di un mese è associata a Confindustria.

  2. achille passoni Dice:

    Caro Archimede,
    questa che denunci è purtroppo una prova in negativo. Spero che qualcun altro possa intervenire portando qualche esperienza positiva. Ricordo a tutti che impegno civile significa denunciare ogni situazione di non rispetto delle leggi sulla sicurezza di cui si viene a conoscenza. Ispettorati del lavoro e magistratura devono essere prontamente informati. Quando si dice che occorre produrre cultura sul tema della sicurezza si dice anche della necessità di denunciare ogni situazione illecita.
    Mi dispiace molto per il tuo licenziamento e spero che tutto si possa risolvere positivamente.

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