Ministro Sacconi, non abbassiamo la guardia sulla sicurezza sul lavoro

Gentile Ministro Sacconi, se vuole cancellare il Testo Unico per la sicurezza sul lavoro quantomeno provi spiegarci perché. Non mi pare opportuno che, per giustificare tale sua decisione, ci si inventi una necessità di modo: lei ha detto che intenderebbe “cambiarne l’approccio”passando da un approccio “formalistico” ad uno “sostanzialista”. Gentile Ministro lei m’insegna che un Testo Unico – se tale deve essere –  è necessariamente un insieme di norme generali. Una unione insomma di regole formali (ossia i  comportamenti ai quali il Legislatore prevede che ci si uniformi) e sostanziali (in genere le multe, le sanzioni e le pene). Se come sostiene lei, al fine di impedire la tragica realtà delle morti  sul lavoro, sarebbe opportuno procedere alla sostituzione delle sanzioni (mi lasci dire quelle poche che ancora ci sono anche in linea con le richieste di Confindustria) con degli  obiettivi, allora tanto varrebbe dire che la vita dei lavoratori la si affida alla buona coscienza dei datori di lavoro. Imprenditori che, certo, hanno spesso con i propri dipendenti rapporti personali prima ancora che di lavoro; purtroppo, non è sempre così. Immaginiamo allora cosa sarebbe uno Stato il cui corpus normativo prevedesse solo degli obiettivi, lasciando poi alla volontà dei suoi associati la possibilità di rispettare o meno tali obiettivi. Un codice stradale, per esempio, che prevedesse solo delle linee di indirizzo non stabilendo delle sanzioni nei casi di infrazione renderebbe la  circolazione pericolosissima oltre che impossibile. Gentile Ministro la invito a ricredersi sullo smantellamento del T.U.  sulla sicurezza sul lavoro: in materia di vita umana lo Stato non può e non deve abdicare al suo ruolo di tutela della sicurezza sul lavoro.

Documento dei Senatori del Pd sulla volontà del Ministro Sacconi di svuotare il sistema sanzionatorio del T.U.

3 Risposte a “Ministro Sacconi, non abbassiamo la guardia sulla sicurezza sul lavoro”

  1. Archimede39 Dice:

    E’ già iniziato lo “smantellamento” sistematico del decreto 81/2008, al 1° gennaio 2009 slittano le sanzioni sulle mancate comunicazioni degli infortuni e le visite mediche. Differimento, questo, la cui portata è stata nel frattempo estesa dal Senato anche alla redazione del piano di valutazione rischi Tra le proroghe del Dl varato venerdì trovano posto quella al 2009 delle misure antincendio per le strutture alberghiere e ricettive di maggiori dimensioni, così come – dopo alcune esitazioni del Governo – quella sul divieto degli arbitrati in materia di contratti pubblici.

    Nessuna sospensione dell’attività per il datore di lavoro che commette reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di riposo dei lavoratori. Lo stabilisce il recente Dl 112/2008 (in materia di sviluppo economico e finanza pubblica), il cui articolo 41 ha abrogato la norma dell’articolo 14 del Dlgs 81/2008 (recante il nuovo “Testo unico” sulla sicurezza sul lavoro) che consentiva agli organi di vigilanza del MinLavoro di adottare provvedimenti di sospensione dell’attività qualora fossero state riscontrate reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale considerando le specifiche gravità di esposizione al rischio di infortunio. Il medesimo Dl 112/2008 ha altresì cancellato la sanzione amministrativa prevista dall’articolo 55 del Dlgs 81/2008 per l’omessa fornitura da parte del datore di lavoro che opera in appalto dell’apposito tesserino di riconoscimento ai lavoratori impiegati.
    Sacconi ha detto di non abbassare la guardia…. ma mi sa che ha ascoltato, ed incominciato ad esaudire, i desideri espressi dai rappresentanti delle categorie imprenditoriali…e gli operai quotidianamente muoiono sul lavoro.

  2. achille passoni Dice:

    Tutto giusto quello che scrivi. La guardia dobbiamo tenerla alta noi.
    Cordialmente

  3. Antonio Dice:

    Egregio senatore Passoni, sono un ispettore asl e mi occupo di sicurezza sul lavoro, la sua riflessione e i suoi quesiti in parte li condivido ma in parte no.
    Io che mi trovo ad applicare il decreto 81 quasi ogni giorno posso garantirle che ci sono molti errori, che ci sono violazioni non samzionate (come per esempio il mancato invio della notifica preliminare che prima era sanzionato), ci sono alcuni articoli che rimandano ad altri articoli che parlano di tutt’altro, e spesso si nota come c’è stato un copia incolla di alcuni articola dalla decreto 626/94 e dal decreto 277 poi diventato D.Lgs.257/06 sull’amianto, e c’è un’esagerazione per quanto rigurada la valutazione del rischio dove é prevista una galera.
    Pertanto a mio avviso il decreto 81/08 va rifatto nel migliore dei modi, ovviamente non và sostituito ma va modificato bene, ci sono molte cose che sono buone e ben inserite e quelle a mio avviso sarebbe meno restassero.

    Sono daccordo con lei invece per quanto riguarda il fatto che la sostituzione delle sanzioni con degli obbiettivi non sarebbe efficace, anzi secondo me e la mia esperiena, sarebbe peggiorativo perché le aziende si sentirebbero tranquille dato che non sarebbero sanzionate, invece secondo me le sanzioni previste nel D.lvo.81/08 sono buone tranne che per l’arresto nei casi della valutazione del rischio che mi sembra un pò esagerato.
    La sostituione delle sanzioni con gli obiettivi a mio avviso sarebbe solo una presa in giro e un aggiramento alle leggi in poche parle ipocrisia, spero e penso che questo non verrà fatto, vedo che le persone al governo mi sembrano responsabili e con la volontà di risolvere il problema ma se facessero questa cosa crollerebbe tutto il castello perché tutto il lavoro fatto in questi anni sarebbe una bolla di sapone, e poi noi che facciamo la vigilanza ci troveremo in grossa difficoltà perché chi violerebbe le norme sarebbe liberissimo di prenderci in giro e far finta di fare per poi come ci giriamo tornare come prima anche perché in un’azienda non possiamo andarci 50 volte.

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