24 Luglio, 2008
È stato finalmente arrestato il “macellaio” Radovan Karadzic, l’ex leader dei serbo-bosniaci, accusato di genocidio e di essere il responsabile dell’assedio a Sarajevo – durato 43 mesi e costato la vita a 12.000 persone – e del massacro di Srebrenica del 1995, che portò alla strage di 8.000 musulmani.
Finalmente la giustizia europea inizia a dare buoni frutti: basti pensare che questo assassino è vissuto impunito in latitanza sotto falso nome, con il quale è stato libero di circolare e di prendere addirittura parte in dibattiti pubblici nella stessa Belgrado.
Ora, dopo 13 anni di latitanza, uno dei mostri generati dalla sanguinosa guerra nei Balcani degli anni ’90, viene alla fine assicurato alla giustizia e sarà nei prossimi giorni estradato per essere giudicato dal tribunale internazionale dell’Aja.
Spero che si assicurino alla giustizia anche tutti coloro che in questi anni hanno dato copertura, sostegno e protezione a quello che il mondo civile ha giustamente definito il “macellaio” del dopoguerra.
Ora la società civile serba ed europea preme affinché si assicurino alla giustizia anche gli altri boia e criminali di guerra in libertà, come Ratko Mladic e Goran Hadzic.
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23 Luglio, 2008
Ecco! Un altro colpo è stato portato al nostro sistema istituzionale, politico, giuridico. Ieri abbiamo (hanno) definitivamente approvato il cosiddetto lodo Alfano. Cioè, la norma che dà l’immunità al il Presidente del consiglio per tutto il mandato di capo del governo. Si è vero, la norma estende questa condizione anche al Presidente della Repubblica e ai presidenti di Camera e Senato. Ma ciò serve solo alla maggioranza per mascherare l’unica vera ragione per la quale è stata pensata, voluta e approvata in pochissimi giorni (tempi da record): salvare l’on. Berlusconi dall’essere perseguibile e perseguito dalla magistratura. Un vero e proprio salvacondotto. E che questa sia l’unica verità lo certifica il gioco messo in atto dal governo e dalla maggioranza sul provvedimento sulla sicurezza – ve ne diedi conto all’epoca - allorquando presentarono – a seguito di quella allucinante lettera che Berlusconi scrisse al Presidente del Senato – l’emendamento col quale si bloccavano per un anno moltissimi processi, anche riferiti – un vero assurdo - a reati per i quali si sollecitava proprio una nuova normativa sulla sicurezza dei cittadini del nostro paese. Allora si avventurarono, arrampicandosi sugli specchi, in mille improbabili spiegazioni tese ad occultare la vera ragione dell’emendamento, esclusivamente legata al processo Mills. Quell’emendamento apriva la pista all’autostrada del lodo Alfano, al punto da rendere non più necessario introdurre, in quel modo e con quel contenuto, quella modifica nel Decreto sicurezza. Le ragioni politiche della nostra contrarietà al disegno di legge “Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato” le ha esposte molto bene Anna Finocchiaro, nella dichiarazione di voto sul provvedimento. Alla lettura delle sue parole vi rimando, poiché meglio non potrei scrivere. Voglio, qui, riferirvi di un aspetto politico-procedurale che il nostro gruppo ha sollevato in Aula l’altro ieri. Si tratta della pregiudiziale di costituzionalità del provvedimento. Vale a dire la necessità di discutere e votare – prima dell’analisi di merito dei singoli articoli – sulla costituzionalità del testo. E’ un atto politico molto forte a cui si ricorre quando si ritiene che il provvedimento in discussione, ne da conto anche Finocchiaro nel suo intervento, sia palesemente in contrasto con i dettami della Costituzione. Le ragioni principali di incostituzionalità che abbiamo sollevato – e bene esposto in Aula da Stefano Ceccanti - riguardano in primo luogo il fatto che, quando si stabiliscono delle eccezioni – perché di questo si tratta – di cosi grande rilevanza al principio costituzionale di uguaglianza fra i cittadini, non può che essere la Costituzione a stabilire se, come, quando e per chi tale situazione sia legittima. Non quindi una legge ordinaria. In secondo luogo, si assemblano, nella norma, cariche dello Stato assai diverse dal punto di vista della loro legittimazione e che, quindi,difficilmente possono essere trattate allo stesso modo dalla norma stessa. Basti pensare che il Presidente della Repubblica è eletto da deputati, senatori e rappresentanti delle regioni, i Presidenti di Camera e Senato dalle rispettive assemblee e il Presidente del Consiglio è nominato dal Presidente della Repubblica, sia pur in presenza di un risultato elettorale. C’è poi la questione che l’immunità perviene automaticamente, addirittura ben al di là della norma di immunità dei parlamentari esistente ormai parecchi anni fa, che fu cancellata per i guasti e gli abusi che provocava. Ma almeno essa era sottoposta ad una decisione del Parlamento. Il salva Berlusconi opera, invece, automaticamente. Infine, il problema del perché si attribuisca questa prerogativa solo ai capi di alcuni organi e non anche all’intero organo. Un solo esempio, il Governo. Esso è un organo collegiale e come tale opera. Perché quindi la norma dovrebbe intervenire solo sul Presidente del Consiglio? E questa domanda ci riporta all’inizio: perché Lui è la ragione di tutto! Per Lui – parafrasando una vecchia canzone – fanno tutto. Anche contro la Costituzione.
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19 Luglio, 2008
“L’esempio di Paolo Borsellino e di tanti magistrati e rappresentanti delle forze dell’ordine ci devono ricordare quale deve essere l’impegno per una società libera dalla criminalità organizzata”. Anna Finocchiaro
Sento mie queste parole della capogruppo del partito democratico al senato, poichè la mafia, la n’drangheta, la camorra rappresentano forse il peggior cancro del nostro paese che ammazza la persone o facendole saltare per aria o succhiando loro la vita giorno dopo giorno attraveso il racket, le estorsioni, l’usura. Bisognerebbe quotidianamente avere memoria del sacrificio che tanti hanno sofferto per far si che gli italiani potessero vivere liberi dalla paura del ricatto e dell’intimidazione.
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18 Luglio, 2008
Vi ho parlato, a più riprese, del provvedimento del Governo sull’Ici, sugli straordinari e sui mutui. Da due giorni è definitivamente legge. Il merito lo conoscete: cancellano l’Ici sulla prima casa, detassano gli straordinari e i premi aziendali e fanno demagogia sui mutui. Allo stesso modo sapete che questo è l’unico provvedimento che distribuisce un po’ (assai poco, per la verità) di risorse e, quindi, come tale andrebbe, di questi tempi, salutato favorevolmente. Purtroppo, sapete anche che le modalità con le quali questo avviene non sono utili e sono dirette a platee limitate, di cui è discutibile la priorità di scelta. Sto parlando, ovviamente, non in astratto, bensì di una realtà, in termini di risorse disponibili quantitativamente assai limitate e che necessitano, quindi, di scelte rigorose in tema di individuazione delle priorità per la loro distribuzione. Prendiamo l’Ici. Già il Governo Prodi era intervenuto eliminando l’imposta per una platea elevata di proprietari a redditi più bassi. Ora si abolisce per tutti, cioè per i possessori di proprietà di livello medio-alto. Se le risorse fossero ben maggiori si potrebbe anche non obiettare. Ma siccome sono poche, la domanda che è lecito porsi è se fosse proprio questa la scelta giusta in termini di priorità, oppure se fosse più opportuno un intervento fiscale a sostegno di chi sta in affitto. Di quei 7 milioni, cioè, di donne e uomini, in grandissima parte possessori di redditi medio-bassi, se non bassissimi, che non ce la fanno proprio più. Di più, impegnando proficuamente le risorse e sempre operando fiscalmente anche nei confronti del percettore dell’affitto, si potrebbe, addirittura favorire la creazione di un mercato degli affitti largo e trasparente, il contrario di quel che oggi esiste nel nostro paese. Per gli straordinari il discorso è identico. Se ci fossero molte più risorse a disposizione, anche uno come me, che pur non amando particolarmente lo straordinario , ma comprendendone l’utilità di implementazione di salari troppo bassi, potrebbe non sollevare obiezioni. Siccome non è così, allora perché finalizzare quel che c’è verso una platea limitata (solo i dipendenti di aziende che ne hanno bisogno) e, vista la crisi, tendenzialmente destinata ulteriormente a ridursi; composta quasi esclusivamente da uomini (le donne il doppio lavoro lo fanno già in casa, tutti i giorni); dei soli settori privati? Non era più opportuno finalizzare anche queste risorse verso la detassazione del salario aziendale – non con le modalità previste dal Governo, che premiano anche le quote elargite unilateralmente dalle aziende - legato a risultati di produttività contrattati fra datori di lavoro e sindacati? Se c’era una cosa utile che lo Stato poteva fare per aiutare il negoziato fra le parti sociali per un nuovo modello contrattuale, era proprio aiutare, attraverso il fisco, l’estensione della contrattazione di secondo livello. Contrattazione, negoziato, insisto, non l’unilateralità dell’azienda! Ed infine, sui mutui. Qui il discorso è diverso perché si tratta di un assurdo provvedimento che fa passare per strutturale una misura che è solo di facciata e che era stata presentata come la “salvezza” per chi si trovava a pagare rate di mutuo a tasso variabile sempre più alte. In più, demagogicamente, sembrava portare un colpo severo alle rendite delle banche. Un vero toccasana; il vero Robin Hood in campo. La realtà è ovviamente assai diversa: il mutuo durerà assai di più e le banche vengono “salvate” dall’unico rischio rappresentato dalla rinegoziabilità del mutuo in altra banca e dall’allargamento, quindi, della concorrenza. Cosa questa che si poteva fare con il decreto Bersani. Quello si, proteggeva i consumatori!
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17 Luglio, 2008
Una vicenda umana che mi ha colpito, quella di Eluana. Una vicenda che colpisce come in passato ha colpito il dramma di Welby, come colpisce il dramma umano di una vita spezzata, di una vita che non è vita, di una vita che non vuole e non può più vivere. Vorrei esprimere tutta la solidarietà ai familiari che di fronte ad una speranza che si spegne, hanno la forza di prendere una strada, forse la più difficile, una scelta che nessun genitore vorrebbe mai trovarsi a prendere. Vorrei esprimere la mia solidarietà a quei genitori che si trovano a combattere il loro dramma sulla stampa, sulle televisioni per far valere il volere di una figlia che non può più esprimere una sua propria volontà, ma che lo ha fatto in passato.
Il testamento biologico, l’eutanasia, così come l’accanimento terapeutico sono temi che riguardano l’etica e la morale delle persone, sono scelte, diritti che individualmente ognuno deve poter esercitare secondo un principio di autodeterminazione. Per questo sono convinto che lo Stato laico, nell’affrontarli debba uscire dallo scontro ideologico che si inasprisce ad ogni dramma che la stampa riporta, e pensare quali diritti soggettivi ogni persona deve poter far valere, indipendentemente dal suo Credo religioso.
Penso in particolare che il parlamento dovrebbe laicamente affrontare il tema del testamento biologico. Considero questo una vera e propria priorita’ in grado di dare una risposta a problematiche cosi’ sensibili e per le quali centinaia di migliaia di persone soffrono e con loro le proprie famiglie.
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16 Luglio, 2008
Ieri abbiamo (meglio dire: hanno) approvato un ennesimo decreto legge. Questa volta si tratta del n. 97, un insieme di disposizioni in materia di monitoraggio e trasparenza della spesa pubblica e di fisco. Cose difficili da spiegare e che non “scaldano” i cuori della stragrande maggioranza dei cittadini, ma che incidono comunque su persone e imprese, su scelte di politica economica e sulla macchina pubblica. E’ un provvedimento che tratta, quindi, più cose. Vorrei darvi conto di tre questioni lì trattate. La prima riguarda il sostanziale svuotamento del credito d’imposta, cosa che penalizza gli investimenti delle aziende nel mezzogiorno e, per questa via, in particolare il sud, ma anche l’intero paese, la sua capacità di crescita e di sviluppo. Si cancella uno strumento che ha dimostrato la sua efficacia e si reintroduce, sostanzialmente, un vecchio pallino di Tremonti (2002) che ha già dimostrato la inadeguatezza, poiché basato su un tetto di spesa annuale, su un sistema a rubinetto che impone limiti alla fruizione dei benefici, comporta oneri burocratici e spese per le imprese che vogliano accedervi e, infine, che determina una pesante ingerenza politico-amministrativa nelle libere scelte delle imprese. La seconda riguarda la volontà del Governo di smantellare alcuni strumenti di contrasto all’evasione e al lavoro nero. In che altro modo si spiegano, infatti, l’eliminazione della responsabilità solidale del committente, con l’appaltatore, oppure l’attenuazione o il rinvio degli adempimenti in materia di salute e sicurezza, testando qui le idee del Ministro del lavoro, di cui vi ho già ampiamente detto? Infine, una vera e propria perla! Una “normetta” – qui si che qualche cuore si scalda – con la quale si toglie il tetto agli stipendi dei manager pubblici. Cioè, mentre il Governo, fissa l’inflazione programmata all’1,7%, meno della metà di quella rilevata dall’Istat, per non parlare di quella percepita dai cittadini che fanno la spesa tutti i giorni, con le conseguenze nefaste per i salari, stipendi e pensioni dell’universo mondo, libera da ogni tetto la retribuzione – com’è noto, spesso “assai scarsa” - per alcuni che stanno già nelle grazie (o che si vuole “conquistare”) di chi governa. Che ne dite? Alice, un’amica, risponderebbe: n’ce se crede!
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16 Luglio, 2008
Pessima giornata quella di ieri par l’economia. Non che quelle che l’hanno preceduta, da ormai qualche settimana, siano state meglio… Ma certo, la combinazione delle notizie sull’andamento assai negativo delle borse, specie le europee, con la perdita di 2-3 punti percentuali e quelle sui dati della Banca d’Italia e dell’Istat, rispettivamente sul tasso di crescita del Pil allo 0,4% quest’anno e, soprattutto, anche l’anno prossimo e sull’ultimo indice dell’inflazione al 3,8%, che dovrebbe anche risultare essere il tasso di tutto il 2008, rende davvero pessima la giornata di ieri. I mercati finanziari si stanno confrontando con i dissesti bancari prodotti dalla vicenda dei mutui immobiliari negli Usa e con la sensazione d’insicurezza, se non proprio di paura, che producono. D’altra parte basta vedere la corsa agli sportelli bancari in California per avere la misura della gravita della situazione. Ma vi è anche la preoccupazione indotta dall’escalation del costo delle materie prime. Non solo del petrolio, ma anche dei generi di prima necessità, con il carico che ne deriva sul fronte dell’inflazione e le conseguenze pesanti sulle condizioni di vita di chi lavora e di chi è più debole. Crisi delle borse, impennata dell’inflazione, aspettative di crescita vicino allo zero. Non c’è che dire: un Governo normale dovrebbe non darsi pace nella ricerca delle soluzioni. Ma, purtroppo, quello italiano è troppo impegnato a risolvere i problemi personali e giudiziari del suo leader e quindi…
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14 Luglio, 2008
Il 16 giugno era prevista, a Roma, presso la sede dell’ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), una riunione del Comitato paritetico che aveva, al primo punto all’ordine del giorno, la certificazione dei dati associativi rilevati al 31 dicembre 2006, utili all’accertamento della rappresentatività sindacale nei comparti e nelle aree di contrattazione per il biennio contrattuale 2008-2009. La suddetta riunione, invece, non si è potuta svolgere per l’irruzione, all’inizio della stessa, di un gruppo di uomini con vessilli e bandiere della CISAL, i quali, con metodi che ricordano altri tempi, ne hanno materialmente impedito lo svolgimento: dapprima hanno aggredito il detentore dei fascicoli oggetto della riunione e poi si sono scagliati contro Milena Garoia (Dirigente Relazioni sindacali ARAN), Giacinto Fiore (UIL), Franco Massimo Botticchio (dipendente ARAN) – tutti visitati e dimessi dall’ospedale S. Giacomo - nonché contro le guardie di vigilanza privata presenti in loco. In merito a questo episodio, che suscita inquietudine e preoccupazione, ho presentato con Fontana e Nerozzi un’interrogazione per fare luce sulla vicenda, anche perchè inspiegabilmente sulla stessa si è operata una sorta di rimozione. Chissà perchè? Alla dottoressa Garoia e agli altri oggetto di questo incredibile e gravissimo episodio, esprimo la mia solidarietà. Mi auguro che i ministri interessati rispondano al più presto.
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